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Soluzione del sistema elettrico e della mobilità sostenibile Stampa E-mail

Soluzione a beneficio del sistema elettrico
e della mobilità sostenibile

di LUIGI MAZZOCCHI / RSE


L’impegno assunto da molti Paesi a ridurre con decisione le emissioni di gas climalteranti (la decarbonizzazione dell’economia) si è inizialmente concentrato sul settore elettrico e ha già prodotto risultati tangibili.

Vi è però ormai la consapevolezza che per contenere i cambiamenti climatici si deve agire su tutti i principali settori responsabili delle emissioni, e fra questi la mobilità gioca un ruolo di grande rilievo.
In base a dati ISPRA relativi al 2017 (ISPRA, 2019) sui circa 410 milioni di tonnellate di CO2 equivalente di emissioni italiane, 98 milioni di tonnellate derivano dal settore dei trasporti, che si colloca quindi al secondo posto, a breve distanza dall’industria energetica (104 milioni di tonnellate).

Uno studio svolto da RSE (RSE 2017), a seguito di un lavoro coordinato da tre Ministeri (Sviluppo Economico, Ambiente, Infrastrutture) e con l’apporto dei soggetti pubblici e privati interessati, ha mostrato come, a parte il biometano, carburante rinnovabile ma di potenzialità abbastanza limitate, il veicolo elettrico rappresenti la soluzione più favorevole.
Il PNIEC, Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (MiSE 2018) indica al 2030 una presenza di 6 milioni di veicoli elettrici – puri e ibridi ricaricabili – di cui 1.6 milioni di elettrici puri. Per confronto, oggi in Italia circolano circa 25.000 auto elettriche, incluse le ibride ricaricabili.


I veicoli elettrici possono essere visti come dei semplici utilizzatori di energia, che in modo intermittente e casuale si connettono alla rete di distribuzione per ripristinare il proprio stato di carica. Va però osservato che le batterie a bordo di un’auto elettrica pura hanno una capacità dell’ordine di diverse decine di kWh - il valore tipico dei modelli in commercio è di 40 kWh, ma la tendenza è all’aumento. È una quantità di energia nettamente superiore a quella che un utente domestico mediamente consuma in un giorno.

In termini di potenza, le batterie del parco di auto elettriche atteso al 2030 varrebbero almeno 120 GW, il doppio della massima potenza richiesta in Italia. Una così grande capacità di accumulo di energia, in un sistema elettrico sempre più alimentato da energie rinnovabili, può dare un fondamentale supporto sia all’ottimizzazione dei flussi di energia presso gli utenti, sia al bilanciamento complessivo produzione-domanda.

Tale prospettiva appare concretamente fattibile, dal momento che un’auto per la maggior parte del tempo è parcheggiata presso l’abitazione, il luogo di lavoro o un parcheggio pubblico, luoghi in cui può essere costantemente collegata alla rete elettrica.
Da considerazioni di questo genere nasce il grande interesse per le soluzioni Vehicle to Grid (V2G) e Vehicle to Home (V2H).
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