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Gli equilibri sempre più instabili minacciano la crescita economica Stampa E-mail
Gli equilibri sempre più instabili
minacciano la crescita economica

di VITTORIO D'ERMO / vicepresidente AIEE



Sino alla caduta del muro di Berlino le relazioni internazionali erano state contraddistinte dalla contrapposizione tra blocco occidentale, guidato dagli Stati Uniti, e blocco orientale, guidato dall’Unione Sovietica.

Il crollo dell’URSS, alla fine del secolo scorso, ha segnato la fine del bipolarismo aprendo spazi inesplorati a una nuova configurazione degli equilibri politici ed economici internazionali: una vera e propria rivoluzione che ha lasciato emergere nuovi Stati, nuove aggregazioni, nuovi protagonisti.

Il cambiamento è stato favorito, sul piano economico, dai processi di liberalizzazione dei mercati che hanno interessato, anche se non con le stesse modalità, tutti i Paesi del mondo favorendo, al contempo, un periodo di prolungata crescita economica.

L’Europa, in particolare, è stata interessata da una mutazione epocale con l’allargamento della comunità originaria dei sei Paesi fondatori a una Unione di ben 28 Paesi con un netto spostamento del baricentro verso Est; e anche verso Sud, con l’adesione di Malta e Cipro.
La globalizzazione è divenuta così la parola chiave per descrivere il passaggio dal bipolarismo al multilateralismo che ha visto emergere anche nuove potenze regionali.
Gli anni duemila hanno visto emergere anche il fenomeno del terrorismo internazionale, capace di operare su spazi amplissimi come dimostrato dagli eventi dell’11 settembre 2001 che hanno colpito gli Stati Uniti e dalla lunga serie di attentati che hanno colpito l’Europa, l’Asia e l’Africa.

L’estremismo islamico riconducibile all’ISIS è addirittura riuscito a costituirsi in un vero e proprio Stato, definito Califfato, su un territorio comprendente parte della Siria e dell’Iraq con capitale la città irachena di Mosul. La costituzione dello Stato islamico, che avrebbe dovuto allargarsi su uno spazio ben più vasto, secondo i piani del leader Al Baghdadi, è stata contrastata dalla Comunità internazionale e da tutte le grandi potenze con una serie di operazioni militari su larga scala che si sono sviluppate con alterne vicende nell’arco di cinque anni sino alla sua recente sconfitta con la caduta della città di Kobane, ultima roccaforte siriana
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