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Se il senatore Girotto dà i numeri sul phase out dal carbone… Stampa E-mail

Se il senatore Girotto dà i numeri
sul
phase out dal carbone…

di GIUSEPPE GATTIVisita il profilo LinkedIn


Che il Governo abbia qualche problema nel maneggiare i numeri, lo si è visto abbondantemente nella definizione della Legge di Bilancio 2019 e nelle contorsioni che stanno accompagnando la trattativa con l’UE per evitare la procedura di infrazione per eccesso di debito.

Il guaio è che questa difficoltà con i numeri si manifesta anche nella maggioranza che sostiene il Governo. Proprio appellandosi ai numeri il senatore Gianni Pietro Girotto, non proprio quidam de populo, anche se uno valesse uno, ma presidente della Commissione Industria del Senato, intervenendo al convegno dell’ANEV dell’11 giugno ha bocciato senza appello la richiesta di Enel di riconvertire a gas i suoi impianti a carbone. “Stando ai miei numeri anche chiudendo le centrali a carbone, non ce ne sarebbe bisogno, a parte la Sardegna che fa storia a sé”, così Girotto ha liquidato il problema del phase out del carbone.

Stando ai miei numeri, dice il senatore pentastellato.
Vediamo allora questi numeri. “Oggi - ha detto - abbiamo 61 GW di capacità termoelettrica, il picco è di 54 GW, ma quando abbiamo raggiunto il picco la capacità termoelettrica impegnata era di 33 GW, il resto lo hanno fatto le rinnovabili e l’import. Anche togliendo il carbone resta un margine di 20 GW”. La conclusione è che, sulla base di questi numeri, il margine di riserva del nostro sistema elettrico è intorno al 40 per cento e quindi non solo sarebbe del tutto inutile sostituire le centrali a carbone con altri impianti, ma anzi ci sarebbero da chiudere ancora un bel po’ di centrali.

Peccato che i numeri raccontino una storia alquanto diversa e che il sistema elettrico funzioni in base ad una logica che non è riassumibile brutalmente nei volumi aggregati di domanda e offerta. Il mondo dell’energia è alquanto più complicato.

Partiamo dai numeri. Intanto il picco di domanda in Italia non è di 54 GW, ma alle ore 16 del 21 luglio 2015 ha sfiorato i 60 GW (per la precisione 59.353 MW), ed è stato coperto per 32 GW dal termoelettrico, da 8,5 GW di idroelettrico, da 13 GW di rinnovabili (eolico, fotovoltaico e geotermia) e a chiudere da 5,8 GW di importazioni. Da specificare e tener presente che nei 32 GW di termoelettrico 4,5 GW erano alimentati a carbone.
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