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Dei dell’Olimpo, quanta energia! Stampa E-mail

Dei dell’Olimpo, quanta energia!

di ELIO SMEDILE


La mitologia greca è un grande contenitore culturale con cui interagire per spiegare l’origine delle conoscenze che noi abbiamo del mondo attuale.

I Greci antichi erano un popolo pieno di fantasia e di curiosità verso tutto ciò che li circondava. Erano acuti osservatori della natura, ma non avevano le conoscenze che abbiamo oggi per studiarne i fenomeni e analizzarne le cause.

Per fare un esempio banale, essi non riuscivano a spiegarsi perché i fenomeni temporaleschi intensi fossero accompagnati da fulminazioni in grado di incenerire gli alberi e uccidere istantaneamente uomini e animali, e attribuivano quello che essi consideravano un prodigio all’azione di forze esterne straordinarie.

Più in generale, la difficoltà a trovare una spiegazione scientifica plausibile riguardava fenomeni quali terremoti, eruzioni vulcaniche, uragani, tempeste marine... Tale problematicità condusse i Greci antichi a darne un’interpretazione sovrannaturale, rappresentandoli come segni del potere degli dei. Ne derivava che, ad esempio, i fulmini fossero nient’altro che un’arma impiegata da Zeus (il re degli dei) per eliminare coloro che lo ostacolavano; che le tempeste marine fossero provocate da Poseidone (dio del mare) per punire i naviganti che si opponevano ai suoi voleri; che le eruzioni vulcaniche fossero provocate dai Titani, quale strumento di guerra nella loro lotta contro gli dei dell’Olimpo; e così via di seguito.

In altri termini, essendo individui spiccatamente razionali, i Greci antichi nell’impossibilità di comprendere i fenomeni naturali li trasformavano in opere delle divinità. Ciò valeva in particolare anche per tutti i fenomeni naturali che noi classifichiamo con l’accezione
energia nelle sue varie declinazioni.[…]

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