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La corda in casa dell’impiccato Stampa E-mail

La corda in casa dell’impiccato

di CARLO ANDREA BOLLINO

Un proverbio popolare della nostra cultura suggerisce di non parlare di corda in casa dell’impiccato.

Dunque, per rispetto, eviterò di parlare di riforma del mercato elettrico in Italia, di programmi coraggiosi per rilanciare la crescita economica e quindi anche il futuro dell’energia in Europa, di liberalizzazione del commercio internazionale in America. E neanche di risanamento dei conti pubblici, magari con qualche ritocchino alle accise.
Voglio invece analizzare l’argomento dello sviluppo dell’auto elettrica in Arabia Saudita. Sono maleducato? Al contrario, riporto il pensiero del ministro dell’Energia Khalid Al-Falih, che recentemente ha affrontato il tema affermando che la futura introduzione di auto elettriche in Arabia Saudita difficilmente metterebbe a repentaglio l’industria petrolifera del Paese simbolo del petrolio, cioè il Regno della Arabia Saudita.

Lo ha detto alla sessione introduttiva del
Saudi Energy Forum (SEF) a Riyadh, organizzato dalla Gulf Intelligence alla presenza di circa 400 rappresentanti dei settori dell’energia e dell’estrazione mineraria del Paese.
Dunque, il ministro Al-Falih invece di offrire il panegirico della sua merce
- il petrolio - in un discorso pubblico in una conferenza sull’energia, ha preferito parlare di un tema apparentemente ostico per il più grande produttore storico di petrolio: la fine della benzina per muovere le nostre 4 ruote. Il senso del suo discorso è stato di sfidare il concetto di una potenziale minaccia e trasformarlo in opportunità. Il ministro dell’Energia ha parlato di veicoli elettrici come opportunità per sfruttare le tecnologie emergenti per accelerare la trasformazione dell’economia dipendente dal petrolio in una economia diversificata, secondo le strategie per il raggiungimento degli obiettivi del piano di riforma
Vision 2030. Il suo virgolettato è:

Voglio uno studio approfondito di analisi-costi benefici su ciò che sarebbe necessario per investire nelle stazioni di ricarica e modificare la rete distributiva nel Paese, in modo da avere migliaia e migliaia di auto nelle nostre strade sia per libera scelta del consumatore, sia per effetto di potenziali politiche per ridurre le emissioni a livello del suolo.
I veicoli elettrici sono la condanna per il petrolio? La risposta è no, perché i veicoli elettrici saranno solo economici nel settore del trasporto leggero. Camion, navi e aerei continueranno a fare affidamento quasi esclusivamente su combustibili derivati dal petrolio.
Quindi, anche se si può prevedere un leggero appiattimento della curva di domanda, la domanda di petrolio continuerà a crescere. [...]

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