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I nostri muscoli “valgono” 270 Mtep/anno Stampa E-mail

I nostri muscoli “valgono” 270 Mtep/anno

di RICCARDO VARVELLI


Nelle analisi su fabbisogni e consumi energetici mondiali non esistono documenti che valorizzino e approfondiscano il contributo dell’energia umana utilizzata. Questo studio è un primo tentativo di quantificazione di tale risorsa.

L’energia umana in termini temporali è la prima fonte energetica impiegata dall’umanità. Essa proviene dall’uso del sistema muscolare, a sua volta nutrito dal cibo, dai liquidi assunti e dall’aria respirata, grazie a un apparato (il corpo umano) che funziona da convertitore. Gli umani odierni sono gli appartenenti alla specie Homo sapiens e alla sottospecie Homo sapiens sapiens. Tuttavia, questa non è la prima specie di Homo in quanto, in ordine temporale, fu preceduta da Homo erectus e da Homo abilis (1,8- 2,2 milioni di anni fa) e da Homo ergaster.

Quest’ultimo, ancora un ominide nell’arco di tempo tra 1,3-1,8 milioni di anni fa, nel Pleistocene migrò dall’Africa invadendo l’Europa.
Homo ergaster conosceva il fuoco e lavorava la pietra. Inizialmente Homo ergaster era nudo e lo fu per centinaia di migliaia di anni, come gli animali con i quali conviveva. L’energia della quale aveva bisogno per sopravvivere era prodotta unicamente dal suo sistema muscolare che andò modificando nel tempo, adattandolo alle esigenze di sopravvivenza. Egli non conosceva altre fonti energetiche e viveva di caccia (da qui l’uso delle amigdale e delle asce) e di raccolta dei frutti selvatici della terra.

Homo sapiens (200.000 a.C.) è la definizione tassonomica dell’essere umano moderno; questi si impose sulla Terra rispetto ad altri ominidi nel Pleistocene, avendo un cervello molto strutturato e sviluppato in proporzione alle dimensioni dell’individuo, capace di pensiero, di creatività, di ragionamento astratto e di linguaggio. Altre caratteristiche peculiari erano la postura eretta e gli arti superiori liberi e prensili che funzionavano come leve.

Da cacciatore e raccoglitore di erbe e di frutti, si trasformò nel tempo in agricoltore. Nel contempo riuscì ad addomesticare alcune specie di animali intorno al X millennio a.C. (inizio del Neolitico), ma solo nel terzo millennio a.C. fu in grado di utilizzare il fuoco per realizzare i primi processi di metallurgia (età del bronzo) e con una nuova fonte energetica non derivata dal suo sistema endogeno: la combustione del legno. Da quel momento, l’umanità andrà alla ricerca di altre fonti energetiche che non provengano soltanto dall’uso del suo corpo.
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