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# Primalefficienza: che sia la volta buona?

di MONICA TOMMASI / presidente Amici della Terra



Il quadro delle nuove politiche energetiche ambientali UE per il 2030, il cosiddetto Clean Energy Package, ha preso forma nei suoi riferimenti principali.

La triade dei nuovi obiettivi 2030 è stata definita: riduzione del 40 per cento delle emissioni di gas serra rispetto alle emissioni del 1990; 32 per cento di penetrazione delle fonti rinnovabili nei consumi di energia e riduzione del 32,5 per cento dei consumi di energia rispetto allo scenario di riferimento del 2008, come obiettivo per l’efficienza energetica.

L’ormai famoso “20-20-20” al 2020 viene sostituito da un “40-32-32,5” al 2030. Il principio della priorità dell’efficienza energetica nell’impostazione delle politiche energetico-ambientali è stato riconosciuto dalla UE nel Regolamento
Governance. Questa novità offre l’opportunità all’Italia di recuperare l’errore della SEN 2017, che eliminò la priorità dell’efficienza energetica già sancita con lungimiranza nella SEN del 2013. L’Efficienza Energetica al primo posto come principio è ribadito all’articolo 2 del Regolamento Governance, tra le definizioni:

• Un principio che prevede di tenere nella massima considerazione, nelle decisioni di pianificazione energetica, di politica e di investimento, misure alternative di efficienza energetica, efficienti in termini di costi, volte a rendere più efficienti la domanda e la fornitura di energia, in particolare per mezzo di risparmi negli usi finali dell’energia, iniziative di gestione sul versante della domanda e una maggiore efficienza nella conversione, trasmissione e distribuzione di energia, che consentano comunque di conseguire gli obiettivi di tali decisioni.

Coerentemente a tali considerazioni e definizioni, nell’articolo 3 del Regolamento Governance, dedicato ai contenuti del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), viene sancito che i Piani nella loro impostazione debbano rispondere al principio “l’efficienza energetica al primo posto”. Le modifiche introdotte nella direttiva 2012/27/UE per l’efficienza energetica, in linea con la precedente impostazione per la formulazione utilizzata per l’obiettivo del 20 per cento al 2020, stabiliscono un nuovo obiettivo UE fissato al 32,5 per il 2030.

Con questa scelta normativa, l’obiettivo 2030 di efficienza energetica in termini di riduzione dei consumi continua ad avere come riferimento i dati di evoluzione dei consumi da qui al 2030 di uno scenario di riferimento formulato nel 2007. L’obiettivo generale UE 2030 per l’efficienza energetica così formulato è di scarso significato, in quanto il consumo di energia nell’ultimo decennio si è ridotto in modo quasi equivalente sia per via della crisi economica, sia per i miglioramenti di efficienza negli usi dell’energia
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