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A inizio 2019 si allontanano i traguardi di Parigi Stampa E-mail

A inizio 2019 si allontanano
i traguardi di Parigi

di VITTORIO D’ERMO / direttore osservatorio Energia AIEE


Mentre le drammatiche conseguenze dei cambiamenti climatici sono costantemente richiamate dai mezzi di comunicazione, la necessità di attuare su scala mondiale politiche energetiche idonee a contrastare la crescita delle emissioni di CO2 è oggi meno sentita di pochi anni fa.

Nel dicembre 2015 la comunità internazionale sembrava aver trovato un accordo per l’attuazione di misure efficaci e condivise per una progressiva riduzione delle emissioni di CO2, considerate tra i principali fattori di aumento della temperatura dell’atmosfera e quindi delle alterazioni del clima. Oggi la situazione è cambiata, a partire dall’atteggiamento degli Stati Uniti, che hanno un notevole peso nell’orientare le politiche energetiche di una buona parte dei Paesi che sono ancora nella fase iniziale dello sviluppo energetico.

Esaminando l’andamento dei consumi di energia a livello mondiale, e non solo su scala europea (dove l’attenzione ai problemi dell’ambiente rimane alta e dove si registrano significativi progressi), si può constatare come i risultati conseguiti nel periodo post Parigi appaiano piuttosto modesti rispetto ai traguardi di lungo termine costantemente monitorati dai pregevoli rapporti
World Energy Outlook dell’Agenzia Internazionale dell’Energia di Parigi.

I traguardi di decarbonizzazione si stanno allontanando, più che avvicinando, mentre l’impegno politico per contrastare i cambiamenti climatici sta perdendo forza, come dimostrato dalle conclusioni delle ultime due COP (Bonn e Katowice) che hanno ribadito la gravità della situazione senza segnare progressi significativi sul piano operativo.

Nel mondo c’è ormai poca sintonia tra l’Europa, impegnata a fissare traguardi sempre più ambiziosi, la Cina, ingaggiata a ridurre le emissioni e a cogliere tutte le opportunità industriali scaturenti dal nuovo modello energetico (a partire dall’auto elettrica), e gli Stati Uniti, che hanno rinunciato al ruolo di leader della transizione pur realizzando importanti progressi nel campo delle rinnovabili.

Qualche dato può aiutare meglio a valutare come la domanda di energia nel mondo si stia muovendo e in quale direzione.
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