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Tutto il piano dimensione per dimensione

di ROBERTO NAPOLI / professore emerito Politecnico di Torino


Ultimamente, i rapporti ufficiali fra l’Italia e le varie istituzioni comunitarie europee non sembrano proprio ricchi di amorosi sensi.

C’è, però, un settore in cui sino adesso non si sono avuti (fortunatamente) grandi scontri. È il settore dell’energia, anche perché è tutto rivolto al futuro e, quando si tratta di fare promesse sul futuro, di solito l’Italia non è seconda a nessuno.

Le politiche europee sono particolarmente attive nel delineare una strategia volta ad assicurare la sicurezza energetica e la sostenibilità socio-economica. Le leve previste sono principalmente un grande supporto alla ricerca e all’innovazione, accompagnato dalla spinta verso un mercato interno integrato, una maggiore efficienza e un’accelerazione della decarbonizzazione. In tali politiche rientra il pacchetto
Clean Energy for All Europeans, basato su tre aspetti principali: favorire a tutto spiano l’efficienza energetica, lavorare per una leadership mondiale nell’uso delle energie rinnovabili e - last but not least - assicurare trattamenti equi ai consumatori.

I capisaldi della risoluzione sono ormai definiti. Si basano sul riconoscimento dei diritti dei consumatori nel diventare protagonisti attivi della transizione energetica, sull’obbligo entro il 2030 di portare al 32 per cento l’incidenza delle rinnovabili sui consumi finali, di ridurre i consumi energetici di almeno il 32,5 per cento e raggiungere un livello di integrazione di almeno il 15 per cento nel mercato energetico europeo. Sono obiettivi ambiziosi, che dovrebbero contribuire a stimolare la competitività e la sostenibilità, nel rispetto delle esigenze sociali (crescita economica, posti di lavoro) e ambientali (riduzione dell’inquinamento).
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