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Sul teleriscaldamento l’Italia sembra non capirci un tubo Stampa E-mail











di DAVIDE CANEVARI
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Lo scorso 28 novembre la CE ha adottato la visione strategica di lungo termine denominata Un pianeta pulito per tutti, per “un’economia prospera, moderna, competitiva e a impatto climatico zero entro il 2050”.















Precisa una nota della Commissione: “Il fine della strategia di lungo termine non è quello di fissare obiettivi, ma di creare una visione e una strada da percorrere attraverso una progettazione conseguente, ispirando portatori di interessi, ricercatori, imprenditori e cittadini a sviluppare industrie nuove e innovative, imprese e posti di lavoro associati”. Tra i sette principali elementi costitutivi strategici nell’ambito dell’efficienza energetica trova posto anche il teleriscaldamento.

Un documento di supporto (pubblicato solo in lingua inglese) fornisce anche una stima sulle prospettive di sviluppo del district heating. “I sistemi di teleriscaldamento e teleraffreddamento attualmente forniscono circa il 10 per cento della domanda di riscaldamento e raffrescamento dell’UE, ma c’è la possibilità di estenderli per fornire fino al 50 per cento della domanda di calore, con il 25-30 per cento del calore potenzialmente fornito utilizzando pompe di calore elettriche di grandi dimensioni.
Le innovazioni nelle infrastrutture di teleriscaldamento e raffreddamento a bassa temperatura e più efficienti potrebbero persino ampliare l’uso di opzioni a basse emissioni di carbonio.[...]”.

Qualche settimana prima, il Parlamento Europeo aveva dato il suo via libera al testo delle direttive sulle energie rinnovabili, sull’efficienza energetica, sulla governance dell’Europa dell’energia, entrate in vigore il 9 luglio. Nell’ottica di promuovere i principi dell’economia circolare, una delle più importanti novità introdotte consiste nell’aver equiparato alle energie rinnovabili il calore e il freddo di scarto.
Si tratta di calore o freddo inevitabilmente generati come sottoprodotto negli impianti industriali o di produzione di energia, o nel settore terziario, che sarebbero altrimenti inutilizzati e dissipati in aria o acqua. Attraverso un sistema di teleriscaldamento o di raffreddamento, questo ex-scarto assume una nuova valenza.
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