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Competitività addio, serve chiarezza sul "caro energia" Stampa E-mail

di Paolo Fornaciari, Presidente comitato italiano per il rilancio

[...]Ancora più ottimista Lamberto Dini, ministro agli Affari esteri, che sul Corriere della Sera del 6 luglio aveva dichiarato: “Abbiamo risanato la finanza pubblica? Sì. Abbiamo battuto l’inflazione? Sì. La disoccupazione scende? Sì... Detto questo... il nostro solo problema è che stiamo perdendo competitività e quote di mercato”.
Ma perdere competitività e quote di mercato non è uno scherzo!
Perdere competitività significa allontanarsi dall’Europa e dagli altri Paesi industriali, significa avvicinarsi al baratro della recessione. Dal 1973 ad oggi gli altri Paesi dell’Unione europea, tutti tranne il nostro, hanno ridotto considerevolmente l’impiego di idrocarburi nella produzione di energia elettrica: la Francia dal 45% al 2%, la Germania dal 23% al 1,5%, la Svezia dal 19% al 3%, il Belgio dal 78% al 15 %. Noi invece siamo passati dal 65% all’80%!
“Servono riforme” - affermava a fine 2001 l’allora presidente di Confindustria Antonio D’Amato - “che mettano in grado il Vecchio Continente di recuperare in competitività" indicando in particolare [...]

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