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La politica del tifo Stampa E-mail











di MICHELE GOVERNATORI
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O bianco o nero. Dategli tutto, agli elettori, ma non scelte complesse. Bisogna che sia facile capire da che parte mettersi e da che parte sta la persona che hai davanti. Sei per lo “sviluppo delle infrastrutture” o per la “decrescita felice”? Per la politica del “no” o quella del “fare”?















Quante volte siamo stati sollecitati a scegliere tra dicotomie di questo tipo, dove naturalmente il tipo di formulazione fa già capire da che parte sta il sollecitatore e dove vorrebbe che anche noi ci mettessimo.
Comincio a pensare che di questi tempi il vero rivoluzionario invece stia dalla parte del discernimento, della valutazione applicata a ogni singolo caso. Le infrastrutture non sono tutte uguali. Non lo sono le fonti di finanziamento, l’impatto ambientale, occupazionale, le conseguenze economiche e addirittura geopolitiche.

TAP ha un grande problema (come scrivo in modo molto più serio nella rubrica Siamo Seri): quello di chiamarsi con un acronimo assonante con TAV. Un vulnus più che sufficiente perché gran parte del tifo non discrimini tra l’uno e l’altro progetto. Così entrambi diventano simbolo di devastazioni ambientali, multinazionali (cattive per definizione), globalizzazione, e quest’aura è più che sufficiente per applicare a entrambi le stesse considerazioni di rifiuto (o di accettazione).

In realtà TAP e TAV hanno in comune solo il fatto d’essere progetti d’interconnessione. La TAV mirata a rendere disponibile nuova capacità merci su rotaia tra Torino e Lione con dislivelli molto minori dell’attuale tunnel del Frejus, il TAP a interconnettere per la prima volta l’Italia e l’Europa ai giacimenti di gas azero.
Diverse le fonti di denaro (finanziata in modo pubblico la TAV, opera merchant il TAP), molto diverse le implicazioni geopolitiche, visto che il TAP apre un nuovo corridoio di sourcing del gas per il blocco dell’Europa occidentale che in termini di capacità di produzione e importazione oggi negli inverni rigidi dipende dalla Russia.
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