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Come abbattere le emissioni di CO2 nella produzione di cemento Stampa E-mail











di STEFANO CONSONNI / Politecnico di Milano e presidente LEAP
e MARTINA FANTINI / Ricercatrice LEAP e Coordinatrice CLEANKER

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Il cemento è un materiale antico: è stato inventato dai romani ma brevettato dai francesi e dagli inglesi solo 200 anni fa. È applicato con funzioni strutturali ma recentemente è stato anche utilizzato per produzioni artistiche (basti pensare al padiglione Italia di Expo 2015 a Milano).















Il cemento è quindi un materiale che, pur antico, grazie alla sua versatilità riesce sempre a risultare moderno. Spesso però se ne parla senza capire esattamente di cosa si tratti. Quando si cita il “cemento” occorre distinguere tra:

clinker: prodotto del trattamento ad alta temperatura (1.450 °C) di una miscela di calcare (80 per cento) e argilla (20 per cento) finemente macinati;
cemento: legante idraulico finemente macinato, costituito da clinker, gesso ed eventualmente da altri componenti. Mescolato con acqua, forma una pasta che fa presa e indurisce;
calcestruzzo: miscela di cemento, acqua e aggregati (sabbia e ghiaia) che formano un impasto denso e viscoso che può essere versato in casseforme.

Ad oggi, la produzione mondiale di calcestruzzo supera i 15 miliardi di tonnellate/anno. Per il cemento si stimano oltre 4 miliardi di tonnellate/anno, di cui il 50 per cento circa prodotto in Cina. Quanto ci costa questa produzione in termini di emissioni in atmosfera? Se parliamo di emissioni antropiche di CO2 (il gas climalterante che più di ogni altro contribuisce all’effetto serra) il 6 per cento circa del totale è attribuibile proprio al settore del cemento.

Se si vuole produrre clinker, e quindi cemento, non si può prescindere dalla produzione di CO2. Il clinker, infatti, è un materiale ottenuto per cottura ad elevata temperatura di una miscela di materie prime costituite principalmente da calcare - carbonato di calcio (CaCO3) - che, una volta scaldato, si scinde in ossido di calcio (CaO) e anidride carbonica (CO2).
Il meccanismo di generazione di anidride carbonica per questo settore è quindi duplice: non solo l’utilizzo di combustibili fossili, funzionale a raggiungere le temperature necessarie al processo, ma anche la scissione del calcare in ossido di calcio e anidride carbonica.
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