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Non c’è smart city senza sicurezza Stampa E-mail




CYBER SECURITY








di MARCO SANGUINETI / Global Technology Manager, BU Power Generation & Water di ABB

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Immaginiamo di voler creare scompiglio all’interno di un palazzo. Si può mettere una bomba, accendere fisicamente un cerino sotto un sensore di fiamma, oppure generare un disturbo agli stessi, agendo da remoto, facendoli entrare in funzione tutti assieme.



















Questo semplice esempio conferma che... le sfumature della sicurezza sono certo più di cinquanta!

La cyber security deve essere in grado di agire di conseguenza. Se fino a poco tempo fa poteva essere intesa come protezione nella comunicazione dei dati e come resilienza informatica (semplice antivirus), oggi occorre ragionare in termini di una ben più complessa resilienza di processo, cioè introducendo meccanismi intelligenti in grado di individuare e correggere manipolazioni maligne, che modificano stati e misure con valori plausibili, ma orientati all’interruzione della continuità di servizio.

Il discorso è particolarmente delicato nei settori della generazione e dell’acqua. Essendo infrastrutture e impianti strategici per il Sistema Paese, un attacco di natura informatica può rivelarsi dannoso quanto un assalto fisico alla struttura, con effetti analoghi a quelli di un’incursione terroristica. È ciò che potrebbe succedere attraverso un’intrusione nei sistemi di additivazione di un impianto di distribuzione idrica, con l’intento di alterare volutamente i quantitativi di cloro, rendendo così imbevibile l’acqua destinata a un’intera città.

E ancora, in proiezione futura, proviamo a immaginare quali conseguenze potrebbe portare il forzato blocco o disservizio di una rete di migliaia o decine di migliaia di colonnine di ricarica.
Come emerge chiaramente, non stiamo più parlando della mera protezione di un pacchetto di dati, ma della gestione di interi sistemi sempre più complessi. La cyber security diventa, in quest’ottica, una componente di vitale importanza in particolare per le smart city.

Non è fantascienza ed esistono già applicazioni concrete. A Västerås, quinta area urbana svedese con 150 mila residenti, la locale multiutility Mälarenergi gestisce un portafoglio molto ampio di attività: le centrali idroelettriche, la rete di distribuzione, un termovalorizzatore, il teleriscaldamento - che serve il 98 per cento degli edifici cittadini - il condizionamento, gli impianti di potabilizzazione e trattamento delle acque reflue, la distribuzione idrica e i servizi in fibra ottica.

Volendo integrare le sale controllo dei molti sistemi di automazione, creare un ambiente operativo unificato e, in ultima analisi, offrire ai cittadini un unico ambiente digitale di alto valore aggiunto, quest’anno Mälarenergi ha attivato una collaborazione con ABB, affidandosi alle tecnologie digitali e all’esperienza di ABB Ability™ Collaborative Operations. Questo nuovo approccio, una volta implemenato del tutto, le permetterà di evolvere da utility tradizionale in fornitore di infraservizi integrati.


© nuovaenergia | RIPRODUZIONE RISERVATA

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