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E ora trasformiamo la CO2 in materia prima Stampa E-mail











di AGOSTINO RE REBAUDENGO
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Fino a metà degli anni ‘50, si era propensi a considerare l’atmosfera terrestre come un sistema immune dall’azione umana. Semplicemente, si credeva che l’impatto dell’attività antropica si misurasse su un ordine di grandezza di molto inferiore rispetto a quello delle dinamiche che hanno il potere di influenzare un sistema imponente e complesso quanto l’atmosfera.















Progressivamente, si cominciò a prendere coscienza delle drammatiche conseguenze della crescita economica e del modello di sviluppo industriale sulla biosfera e i suoi ecosistemi. Questo percorso ha portato alla firma, nel dicembre 2015, dell’Accordo di Parigi, nell’ambito del quale le nazioni firmatarie si sono impegnate a mantenere l’aumento medio della temperatura mondiale “ben al di sotto dei 2 °C rispetto ai livelli preindustriali, con la volontà di contenerlo entro gli 1,5 °C”. Oggi questo obiettivo sembra sempre più un’illusione.

In effetti, l’accordo comporta di ridurre entro il 2050 le emissioni globali di anidride carbonica dell’80 per cento rispetto ai livelli del 2015. Ciò si traduce in una riduzione annua del 4,5 per cento per 35 anni, poco credibile in un contesto mondiale in cui più della metà della popolazione risiede in Paesi in via di sviluppo.
Per fare un confronto, quando tra il 1970 e il 1995 la Francia ha quasi interamente convertito al nucleare le infrastrutture per la produzione di elettricità, è riuscita a ridurre le emissioni solo dell’1 per cento l’anno.

È quindi tempo di prendere in considerazione soluzioni tecnologiche che consentano non solo di ridurre progressivamente le emissioni di CO2 fino ad annullarle, ma anche di catturare la CO2 atmosferica.
In questa prospettiva ripongo fiduciosa speranza nello sviluppo su larga scala di tecnologie che utilizzino l’anidride carbonica come materia prima, a partire dalla quale, con l’apporto di energia da fonti rinnovabili, sarà possibile produrre combustibili, composti chimici e materiali plastici.
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