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Non basta agire sugli incentivi per un vero cambiamento Stampa E-mail











di MASSIMO VENTURA
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Secondo la recente indagine di Legambiente Mal’Aria 2018, sono 39 i capoluoghi di provincia italiani in cui nel 2017 è stato superato il limite annuale per le polveri sottili, almeno in una stazione ufficiale di monitoraggio della qualità dell’aria.















Per quanto riguarda le soluzioni che dovrebbero essere adottate al più presto per combattere il problema dell’inquinamento, E.ON ha le idee chiare: sebbene non si possa pensare che il petrolio sia ormai arrivato alle battute finali, il futuro della mobilità sarà sempre più all’insegna dell’elettrico. Nel caso in cui l’energia elettrica da immettere nel sistema di accumulo sia generata da fonti esclusivamente rinnovabili, si può infatti parlare di completa assenza di emissioni in atmosfera.

Secondo il CEO di E.ON Italia, Péter Ilyés, “il settore dell’auto elettrica ha bisogno di un cambiamento comportamentale: oltre agli incentivi per un comportamento pro-ambiente servono segnali più forti per gli utenti inquinanti. Non bisogna promuovere l’automobile ma la mobilità sostenibile in città e fuori nel suo complesso”.
Per sviluppare il settore della mobilità elettrica E.ON auspica che l’Italia renda anche obbligatoria l’interoperabilità dei punti di ricarica. “La scelta - continua Ilyés - deve essere un privilegio dei clienti e non degli operatori con posizione dominante”.

E.ON ha già effettuato investimenti di notevole entità nella tecnologia e nell’espansione della rete dei punti di ricarica in tutta Europa, sviluppando stazioni superveloci, al fine di rimuovere le barriere all’utilizzo di uso dei veicoli elettrici.
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