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Persone giuste ai posti giusti Stampa E-mail










di CARLETTO CALCIA
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In Italia esistono, e sono giustamente premiate, aziende longeve, addirittura ultracentenarie. Tra i molteplici fattori che hanno permesso di prosperare così a lungo, oltre al profondo, orgoglioso spirito di appartenenza dei loro dipendenti, uno dei principali potrebbe essere quello di aver messo le persone giuste ai posti giusti.


Realizzare in pratica questa situazione costituisce uno dei fatti decisivi per ogni azienda. Innanzitutto, quali sono i posti giusti? Secondo la metodologia ABC per la valutazione delle attività in un’organizzazione, i posti giusti (A) sono quelli che creano valore in azienda; Peter Drucker li definiva attività che i clienti sono disposti a pagare. Ideale sarebbe pertanto che tutti i posti di lavoro in azienda potessero rientrare in questa categoria.
Ma la vita di un’azienda comporta anche altre attività (B), soprattutto di tipo amministrativo, necessarie per la sua sopravvivenza. E, purtroppo, anche altre (C), che non aggiungono alcun valore, anzi lo sottraggono, e quindi sono da dismettere.

L’insieme dei posti di lavoro e delle persone che li presidiano costituisce la struttura aziendale, espressa dal cosiddetto organigramma, passato negli anni prevalentemente dalla forma a silos a quella delle linee trasversali di business.

Il compito di assegnare nella struttura aziendale la responsabilità dei posti giusti alle persone giuste si presenta particolarmente difficile a causa di una varietà di condizioni. Innanzitutto, la tipologia di azienda, che spazia dalle realtà piccole e medie a conduzione familiare ai grandi gruppi costituiti da varie linee di business. Per le prime, il classico problema è il passaggio dalla gestione dei padri, spesso piuttosto autoritaria, alla presa di potere dei figli, oggi educati secondo i moderni principi di management partecipativo. Non sempre i figli sono disponibili all’assunzione di responsabilità e si rende necessaria l’impegnativa scelta di un adatto manager esterno.

La gestione della transizione dal vecchio al nuovo riveste una particolare importanza in termini di tempestività e di gradualità. [...]


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