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INFO@COMUNI - Italia: a sorpresa sul podio d’Europa per i tassi di recupero Stampa E-mail











24 novembre 2017 | INFO@COMUNI | NUOVA ENERGIA | Utilitalia rivendica lo sforzo fatto dal nostro Paese per rendere sempre più sostenibile il ciclo di gestione dei rifiuti, a poca distanza dall’eccellenza tedesca. Anche ISPRA certifica il calo del ricorso alla discarica. Occorre ora proseguire sulla strada intrapresa.

A volte vincono anche gli outsider, altrimenti non si disputerebbero neppure le gare. Ma in questo caso, considerando la disciplina e i concorrenti in gioco, davvero si tratta di un risultato a sorpresa: una (quasi) maglia nera che si trova a indossare una (quasi) maglia rosa.
I soggetti in gioco sono l’Italia, l’Europa e la gestione del ciclo dei rifiuti. Sul palcoscenico di Ecomondo è stata infatti presentata da Utilitalia una ricerca che sembra “gettare” nel cestino gli aggettivi che di solito - anche a Bruxelles - si usano per descrivere lo stato dell’arte della gestione dei rifiuti nella nostra Penisola.
Considerando i tassi di recupero e riciclo nei grandi Paesi europei, l’Italia con un valore pari al 49 per cento si posiziona appena al di sotto della Germania, sopra la media europea (46 per cento) e ampiamente al di sopra di Gran Bretagna (45), Francia (40), Spagna (35). Il nostro Paese si segnala anche per aver registrato i maggiori tassi di incremento nell’ultimo decennio e, in particolare, per aver ampliato l’ambito della raccolta differenziata della frazione umida. Siamo secondi (anche in questo caso) battuti dalla sola Gran Bretagna.
Significativi risultati l’Italia li ha messi a segno anche in termini di minore ricorso alla discarica: a rilevarlo, in questo caso, è il Rapporto Rifiuti Urbani edizione 2017. Lo studio (elaborato da ISPRA) certifica una drastica riduzione dei conferimenti: da 10,9 milioni di tonnellate nel 2013 a 7,8 nel 2015, con un meno 28,4 per cento. In soli due anni rappresenta davvero uno sforzo da sottolineare. Significa essere passati da 181 a 129 chilogrammi/anno pro capite. Nel frattempo, il compostaggio è salito da 72 a 86 chilogrammi a testa.
Siamo dunque pronti per metterci al collo una medaglia olimpica? Forse questo è prematuro.
Molto resta ancora da fare prima di poter parlare di una eccellenza piena e condivisa da tutto il territorio nazionale. Rispetto ai suoi competitor diretti, per esempio, il nostro Paese sembra pagare un forte gap in termini di dotazioni infrastrutturali, a partire dal numero dei termovalorizzatori impiegati. In Germania sono in funzione 103 impianti, con una capacità media di 250 mila tonnellate/anno, in Francia 126, in Italia scendiamo drasticamente a 41, di cui 13 concentrati in Lombardia. In Inghilterra i termovalorizzatori sono ancora meno: 36. Ma la loro capacità media sale alle soglie delle 280 mila tonnellate/anno, 100 mila in più rispetto a quelli in funzione nel nostro Paese.


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