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INFO@COMUNI - Efficienza e rinnovabili: ecco i due pilastri della nuova SEN Stampa E-mail











24 novembre 2017 | INFO@COMUNI | NUOVA ENERGIA | La Strategia Energetica Nazionale 2017 entra ufficialmente in vigore. Particolare attenzione è rivolta agli interventi di efficientamento che dovrebbero attivare in dieci anni investimenti per complessivi 110 miliardi di euro. La produzione di energia solare ed eolica dovrebbe più che raddoppiare entro il 2030. Ma perché ciò avvenga, occorre un forte coinvolgimento dei territori.

Ci sarà parecchio da fare... nei prossimi 10 anni!
Nei giorni scorsi i ministri Carlo Calenda (Sviluppo economico) e Gian Luca Galletti (Ambiente e tutela del territorio e del mare) hanno firmando il decreto di adozione della nuova Strategia Energetica Nazionale. La SEN2017 sintetizza il piano decennale di transizione dall’attuale sistema energetico, ancora fortemente sbilanciato sugli idrocarburi, ad un nuovo modello decisamente più green, resiliente, efficiente. Qualcosa di molto ambizioso (gli stessi ministri lo hanno definito una “scommessa” sul futuro del nostro sistema energetico) che ha deciso di riporre le maggiori aspettative sull’efficientamento e su un forte coinvolgimento del territorio.
“Nonostante l’Italia parta già da un livello di intensità energetica inferiore alla media UE, grazie ai risultati significativi in termini di riduzione dei consumi ottenuti negli ultimi anni - precisa un passaggio della SEN - permane un potenziale elevato di risparmio energetico, in particolare nei settori civile (residenziale e terziario) e trasporti”.
Basti pensare che, attualmente, il calore rappresenta la quota più importante - pari a circa 45 per cento del totale - della domanda di energia.
L’obiettivo fissato dalla SEN è quello di ridurre i consumi finali da 118 a 108 Mtep, con un risparmio di circa 10 Mtep al 2030. Un percorso davvero sfidante, che dovrebbe dare impulso alla realizzazione di investimenti pari a ben 110 miliardi di euro proprio sul fronte dell’efficienza energetica.
Altri 35 miliardi dovrebbero riguardare le fonti rinnovabili. “Nel settore elettrico - prosegue la SEN - il significativo potenziale residuo tecnicamente ed economicamente sfruttabile e la riduzione dei costi di fotovoltaico ed eolico prospettano un importante sviluppo di queste tecnologie, la cui produzione dovrebbe più che raddoppiare entro il 2030”.
E qui diventa strategico il ruolo dei territori e la loro capacità di dialogare in modo proattivo e propositivo con i cittadini residenti. “La diffusione di queste tecnologie, ma soprattutto del fotovoltaico potrà essere ancora maggiore in presenza di politiche territoriali fortemente orientate all’inserimento di tali insediamenti produttivi. (...) Il tema dell’inserimento sul territorio degli impianti è centrale e oggetto di attenzione: data la raggiunta maturità economica, il livello di sviluppo dipenderà quindi più dal grado di accettazione e di condivisione della politica di crescita del settore, e dalla conseguente adozione di misure e metodi di valutazione dei progetti di impianti coerenti con questa politica, che dagli incentivi pubblici in senso stretto”.


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