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Tommasi: "La E della SEN è troppo poco efficiente" Stampa E-mail











di DAVIDE CANEVARI
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“L’impostazione generale della Strategia Energetica Nazionale rappresenta un notevole passo indietro rispetto al documento del 2013”. Una voce fuori dal coro, considerando che nella maggior parte dei casi la SEN ha ricevuto attestati di merito più o meno entusiasti. O nelle ipotesi più severe, una bonaria promozione.


Monica Tommasi












Non sorprende, tuttavia, che questa voce “non allineata” sia quella di Monica Tommasi, presidente degli Amici della Terra. Un’associazione che ha sempre saputo coniugare l’ambientalismo in modo diverso. Anche quando farlo poteva essere scomodo o poco producente.


Presidente, perché un giudizio così severo sulla SEN?
Perché sul piano formale è stata eliminata la priorità da attribuire all’efficienza energetica. Mentre sul piano sostanziale, fra le altre carenze, sparisce qualsiasi indicazione strategica, nella prospettiva 2030, del ruolo dei Certificati Bianchi come strumento di mercato per conseguire gli obiettivi di efficienza.


Perché c’è così tanta attenzione sull’elettrico e meno sui consumi - e sulle potenzialità di risparmio - dei settori riscaldamento e trasporti?
In generale esiste un problema di distorsione nella percezione diffusa su quale sia effettivamente la realtà dei consumi di energia.
Sia a livello di opinione pubblica che di informazione generalista si tende a sopravvalutare l’effettivo peso dei consumi finali di elettricità (che incidono in misura pari al 21 per cento) rispetto a quelli per usi termici (47 per cento) e a quelli per trasporti (32 per cento), entrambi molto maggiori.


Sempre di più anche in Italia sembra crescere la domanda di energia per il raffrescamento estivo. Cosa si potrebbe fare in questo caso?
Questo trend dovrebbe essere sfruttato per promuovere, anche nella climatizzazione invernale, gli usi efficienti del vettore elettrico consentiti dalle prestazioni delle pompe di calore reversibili, che possono diventare l’unico impianto negli edifici.
Questo tipo di intervento, insieme ad altre misure, dovrebbe portare ad un piano di azione per la crescita degli usi efficienti del vettore elettrico, sia nel settore residenziale sia in quello della mobilità, in modo da valorizzare le possibili sinergie tra la nuova tariffa, lo smart metering e la liberalizzazione del mercato.
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