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INFO@COMUNI - L’Europa ci spiega come usare al meglio gli elettrodomestici Stampa E-mail











27 ottobre 2017 | INFO@COMUNI | NUOVA ENERGIA | L’associazione dei produttori europei ha lanciato un portale dedicato ai consumatori per diffondere le buone pratiche, dall’uso al riciclo a fine vita. Il contenitore è ancora tutto da riempire, ma l’obiettivo resta ambizioso e lo strumento molto utile.

Non è la prima proposta di questo tipo. Ma a darle peso e spessore questa volta sono i promotori dell’iniziativa: l’associazione europea dei produttori di elettrodomestici (CECED). È loro l’idea di lanciare un sito (www.circularsociety.eu) dedicato alle buone pratiche nella gestione degli elettrodomestici lungo l’intero ciclo di vita: dall’acquisto allo smaltimento (passando, dove possibile, attraverso la tappa oggi poco frequentata della riparazione).
La piattaforma internet - presentata durante un seminario UE sulla progettazione eco-compatibile e l’etichetta ecologica - è nata da poche settimane e al momento è quindi un contenitore ancora tutto da riempire, come un frigorifero al ritorno dalle vacanze estive. Ma le ambizioni sono in “Classe A”, soprattutto per quanto riguarda la raccolta e la diffusione delle best practice già in uso nei diversi Paesi membri della UE, in termini di utilizzo degli elettrodomestici, riparazione o gestione del fine vita con appositi programmi di riciclo e recupero. Una specifica sezione è destinata alla riduzione degli sprechi alimentari e a un corretto impiego della risorsa idrica.
Una barriera non indifferente al potenziale di questo portale potrebbe essere quella linguistica, là dove documenti, report o schede saranno pubblicati nella loro lingua originale, senza una traduzione in inglese (già oggi è così). Per un utente comune del web non sarebbe certo impresa facile dover confrontare i suggerimenti per un corretto uso di una lavasciuga pubblicati in svedese e slovacco...
È comunque significativo il dominio scelto (circular society), in omaggio a quell’economia circolare alla quale l’Europa ha affidato le proprie strategie di ulteriore sviluppo economico, sociale, imprenditoriale, da qui al 2030.


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