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INFO@COMUNI - Cassonetti per la differenziata... senza più differenze Stampa E-mail











27 ottobre 2017 | INFO@COMUNI | NUOVA ENERGIA | L’Italia è il primo Stato nella UE a dotarsi di una norma ISO per uniformare i colori, le forme, le scritte e le icone delle campane per la raccolta, oggi fortemente diversificati da città a città. Scopo dell’iniziativa: facilitare il compito sia ai consumatori sia ai gestori del servizio.

Obiettivo: “Facilitare i servizi di raccolta e di riciclaggio/recupero sia per i consumatori che per il gestore”. Numero identificativo: “11686”. Entrata in vigore: “28 settembre 2017”.
Questa carta di identità così presentata sembra dire ben poco, eppure il soggetto in questione ha molto da dire. Si tratta della norma tecnica UNI (11686:2017) dal titolo “Gestione dei rifiuti - Waste visual elements - Elementi di identificazione visiva per i contenitori per la raccolta dei rifiuti urbani” in vigore da inizio autunno, che si ripromette un compito assai arduo: definire un modo univoco “per identificare le varie frazioni di rifiuti urbani mediante un insieme di elementi visivi, compresi colori, simboli e testo”.
“Essa è destinata a creare un modello unico operativo per identificare facilmente i contenitori per i rifiuti attraverso alcuni elementi visivi”.
Oggi, considerando l’intero territorio nazionale, il settore è una giungla. Non di quelle che si potrebbero ammirare su una pubblicazione del National Geographics; piuttosto da cartone animato, con mille colori - spesso lontani dalla realtà - e tanti personaggi di fantasia. La raccolta della differenziata (ma anche del sacco nero), da città a città mostra infatti differenze anche notevoli, in termini di forma del cassonetto, colori, scritte, icone identificative, tipologia di rifiuto accettata, e via dicendo.
E non si pensi che la confusione nasce solo in qualche realtà territoriale marginale. Tutt’altro. Un turista che dovesse visitare la Capitale troverebbe una campana verde per l’indifferenziato e una blu per plastica e metallo. Spostatosi a Milano dovrebbe accorgersi che il cassonetto verde è destinato invece al vetro e non vedrebbe in tutta la città un solo contenitore blu! Raggiunta poi Napoli, un’altra sorpresa: il cassonetto blu è qui dedicato alla raccolta dell’indifferenziato.
Come ha voluto sottolineare la stessa UNI, a beneficiare di questa norma sarà l’intera filiera della raccolta. “Omogeneizzare significa abituare costruttori e utenti a produrre e usare oggetti che divengono consueti, con economie di scala di produzione, minori stock di magazzino di componenti standard, più rapido reperimento di ricambi”.
Vale anche la pena sottolineare come l’Italia sia il primo Paese in Europa a dotarsi di una norma di questo tipo (per altro sollecitata dalla CE). Non è dunque vero che su un tema strategico come quello dei rifiuti da Bruxelles ci meritiamo sempre e solo delle bacchettate sulle dita.


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