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L’elettrico si merita una corsia preferenziale Stampa E-mail











di GUIDO BORTONI / presidente AEEGSI
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Il tema della mobilità elettrica può essere affrontato da differenti angolazioni: da un punto di vista generale di politica energetico-ambientale, che in qualche modo include il settore della mobilità elettrica; da quello, più particolare, delle infrastrutture, che servono per dare una spina dorsale al settore.















La mobilità elettrica è spesso portata come migliore esempio di un’applicazione futura del vettore elettrico alle attività quotidiane dei cittadini e delle imprese, perché - non sta a me dirlo – porta una serie innumerevole di vantaggi. Questa è certamente un’affermazione vera, ma in parte anche incompleta, perché il vettore elettrico e le sue applicazioni sono già oggi, in termini di politica energetica e di convenienza, in crescita. Le tecnologie attuali riescono già a sfruttare la flessibilità, la bidirezionalità e la scalabilità del vettore elettrico.
I canali tradizionalmente di consumo diventano anche i canali di produzione di energia elettrica diffusa. La conservazione dell’energia elettrica, lo storage, è l’ultimo arrivato sul palcoscenico del vettore elettrico: si sentiva da anni la necessità che l’energia elettrica potesse essere conservata, accumulata e quindi riutilizzata - anche su scala mini e micro - in tempi diversi rispetto a quando viene generata, e su scala industriale.

Il vettore elettrico è certamente un asset  mi si conceda di chiamarlo così – in costante crescita e la mobilità elettrica non può far altro che contribuire a dare un’ulteriore spinta a questo trend, che è inevitabile in Italia, così come in Europa e nel resto del mondo.
I veicoli elettrici, che sono più efficienti e sostenibili, in termini ambientali, rispetto a quelli a combustione interna, sono oggetto di sperimentazione per essere utilizzati anche quando sono inattivi, ovvero parcheggiati, come accumulo locale diffuso di energia elettrica, il cosiddetto vehicle-to-grid (V2G), un servizio di scambio in potenza e in energia che viene reso al sistema elettrico.
C’è, quindi, complementarietà e sinergia, dal momento che il veicolo elettrico fornisce un servizio ancillare per la stabilità delle reti elettriche. Anche la produzione in scala delle batterie e la nascita delle giga-factory, che consentono una sovrapproduzione rispetto a quello che è il reale utilizzo nel settore della mobilità elettrica, sta favorendo l’installazione e la diffusione delle batterie in ambiti consumer o prosumer. E questo cambia, sia direttamente sia indirettamente, il sistema elettrico così come oggi lo conosciamo.
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