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Verso il nuovo paradigma della generazione distribuita Stampa E-mail











di AGOSTINO RE REBAUDENGO
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La transizione verso un sistema energetico a basse emissioni di carbonio non si realizza esclusivamente con il passaggio dalle fonti fossili a quelle rinnovabili, ma implica anche un cambiamento di paradigma nella logica della generazione elettrica: da centralizzata a distribuita, con la nascita dei cosiddetti prosumer.















Questo nuovo modello porta con sé una serie di benefici – indipendenza energetica, maggiore efficienza, flessibilità e affidabilità della rete – destinati ad avere ampie ricadute sul sistema elettrico nazionale.
Fino a un recente passato, e in gran parte tutt’ora, la generazione di energia elettrica è avvenuta prevalentemente in grandi centrali termoelettriche, nucleari e idroelettriche, con conseguente trasporto dell’energia ai consumatori finali attraverso estese linee di trasmissione e distribuzione caratterizzate da perdite significative.

L’evoluzione di tale modello dipese in larga parte da un panorama tecnologico che offriva maggior guadagni in termini di efficienza economica quando la centrale elettrica era localizzata in prossimità della risorsa di energia.
Tutto ciò, in combinazione con la dipendenza dalle fonti fossili, ha innescato un meccanismo di path dependance caratterizzato da una grande forza inerziale. Oggi però abbiamo le tecnologie per invertire questa tendenza.
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