All’orizzonte si delinea una transizione tiepida Stampa E-mail
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di CARLO ANDREA BOLLINO
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All’alba della consultazione sulla nuova SEN fioriscono le analisi di scenario sul sistema energetico italiano. L’AIEE ha dato il suo contributo, elaborando uno scenario al 2030 in cui si ipotizza il raggiungimento dei target emissivi che potrebbero risultare dagli accordi con la Commissione Europea.



Esso è basato sulle sole emissioni di anidride carbonica di origine energetica, che valgono quasi l’80 per cento dei gas serra contabilizzati nel nostro Paese.
Si parte dall’ipotesi che l’economia italiana risulti in crescita ad un ritmo dell’1,1 per cento l’anno dal 2021 in poi. Un assunto che rispecchia i tempi in cui viviamo. La ripresa stenta a dare segnali incoraggianti, nonostante il sorprendente risultato del primo trimestre. Rimaniamo ancora indietro per tasso di crescita del PIL e il nuovo dato sul numero di laureati, che vede l’Italia nelle ultime posizioni in Europa, non lascia sperare per il meglio. La crescita, seppur limitata, avrà un effetto sul sistema energetico.
Si parla di disaccoppiamento tra attività economiche ed energia, ma se devo aumentare il numero di mattonelle di ceramica per via di un nuovo ordinativo, è ancora ipotizzabile che si debba impiegare più energia. Gli investimenti in efficienza energetica daranno, comunque, il loro apprezzabile contributo nell’orizzonte temporale considerato. Lo scenario prevede, infatti, che i consumi primari al 2030 si fermino appena sotto il livello del 2015 (-1,3 per cento).
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