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INFO@COMUNI - Giovanissimi... e già campioni di sostenibilità Stampa E-mail











30 giugno 2017 | INFO@COMUNI | NUOVA ENERGIA | Un’indagine condotta tra i cosiddetti Millennials rivela che in età adolescenziale esiste una forte sensibilità nei confronti dell’ambiente, dello sviluppo sostenibile, della raccolta differenziata. Eventuali “errori” nei comportamenti sono imputabili a un problema di informazione mancante o incompleta.


Non solo APP e touch screen. Tra le priorità dei giovanissimi d’oggi - nati dopo l’anno 2000, i cosiddetti Millennials - sembrano esserci anche l’ambiente, lo sviluppo sostenibile, la gestione responsabile delle risorse e del ciclo dei rifiuti. Meglio di così...
In effetti meglio di così forse si potrebbe ancora fare. E questo perché a fronte di una piena condivisione di principio, non sempre i comportamenti pratici vanno nella giusta direzione. Il problema è spesso più di informazione (mancante o non corretta) che non di responsabile passaggio dalle buone intenzioni ai fatti; pur sapendo che c’è sempre, e per qualsiasi fascia di età, uno stacco abbastanza netto tra il dire e il fare...
Ecco alcuni dati significativi, raccolti dall’Osservatorio Permanente su Sostenibilità e Comunicazione, che sul tema ha presentato una specifica indagine svolta su un campione nazionale rappresentativo di 1.900 studenti di terza media.
Nonostante l’età adolescenziale, i ragazzi interpellati si sentono “parte in causa” nella protezione dell’ambiente e nella diffusione di comportamenti sostenibili. In particolare, sembrano essere disposti ad un uso più moderato dell’auto, a vantaggio di mezzi pubblici e bicicletta, ma soprattutto dichiarano di “sentire alla loro portata” la raccolta differenziata. Tante buone intenzione, ma anche qualche ingenuità.
“Oltre il 10 per cento degli intervistati - precisano gli estensori dello studio - è convinto che per differenziare correttamente la gomma da masticare o il cartone della pizza con qualche avanzo di cibo dentro si dovrebbe andare all’isola ecologica. Anche la tazzina di ceramica finirebbe in prevalenza (37 per cento) nel posto sbagliato - la campana del vetro - e non nell’indifferenziata. Solo l’8,6 per cento smaltirebbe correttamente lo scontrino del supermercato nell’indifferenziata e non nella carta (80,3)”.
Questi dati non vanno giudicati con eccessiva severità: l’indagine ha infatti voluto porre - come emerge chiaramente dagli esempio sopra citati - anche delle domanda trabocchetto; e probabilmente le percentuali di risposte tra gli adulti non sarebbero state migliori...
Il messaggio di fondo resta dunque positivo e incoraggiante. E, a conferma, il 23 per cento del campione è consapevole che “ci vorrebbe più informazione per gestire correttamente e far progredire l’abitudine alla raccolta differenziata”.


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