INFO@COMUNI - Generazione distribuita con una marcia in più Stampa E-mail











31 maggio 2017 | INFO@COMUNI | NUOVA ENERGIA | Sono più di 700 mila - e ancora in crescita - le unità di piccola potenza presenti sul territorio italiano; oltre un terzo è “acceso” dal sole. Nel 2015 la scarsa piovosità ha penalizzato l’idroelettrico, che ha registrato un calo pari a 3 TWh.


La generazione distribuita (concetto introdotto dalla direttiva 2009/72/CE del Parlamento europeo) è sempre più protagonista sul territorio italiano. I piccoli impianti, nella maggior parte dei casi alimentati da fonti rinnovabili, stanno infatti assumendo un ruolo sempre più rilevante. E non si tratta solo di kWh prodotti e immessi in rete. Proprio per la loro natura, questi impianti offrono spesso un forte beneficio in termini di migliore gestione del territorio, valorizzazione delle risorse locali, promozione dell’occupazione, positiva diversificazione delle fonti primarie, tutela dell’ambiente.
Il monitoraggio della situazione effettuato dall’AEEGSI si ferma purtroppo al 2015; si può comunque dire che, da allora, la situazione è ulteriormente migliorata.
All’appello rispondono ormai più di 700 mila unità, con una potenza complessiva pari a oltre 30 GW, circa un quarto dell’intero parco di produzione nazionale. Più di un terzo della generazione distribuita è “acceso” dal sole con l’entrata in funzione di quasi 40 mila unità nel solo anno 2015. In termini di generazione il 2015 si è dimostrato più pigro dell’anno prima. Le ragioni sono imputabili alla scarsa piovosità, che ha penalizzato la produzione idroelettrica con una perdita complessiva di circa 3 TWh.
In media, solo il 22 per cento dell’energia prodotta da piccoli impianti viene autoconsumata.


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