La conoscenza amplia i confini tra uomo e macchine Stampa E-mail










di CARLETTO CALCIA
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Einstein affermava che i computer alla fine avrebbero sicuramente saputo rispondere ad ogni domanda, ma non sarebbero mai stati in grado di formularne una. Sarebbero stati veloci, accurati ma stupidi, a fronte di umani lenti, inaccurati ma intelligenti.



L’insieme dei due avrebbe costituito una forza incalcolabile. Queste affermazioni acquistano particolare valore oggi, nel momento in cui l’impatto dell’Intelligenza Artificiale (IA) praticamente su ogni campo del lavoro umano diventa sempre più intenso ed esteso.
Scuole ed educatori, per soddisfare i previsti sviluppi del mondo futuro, dovrebbero adottare sistemi di apprendimento più evoluti, destinati al miglioramento delle cosiddette competenze STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics) e porre maggior enfasi sul pensiero critico e sistemico. Certamente i computer e i robot del futuro dovranno essere guidati e controllati dagli umani per mezzo di precisi algoritmi, al fine di raggiungere promettenti target di produttività, qualità, puntualità e costi. Tuttavia,
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