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Prezzi al dettaglio: meno reattivi (ai cali) di quelli all’ingrosso Stampa E-mail
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di CARLO ANDREA BOLLINO
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Come si sono comportati i mercati energetici europei negli ultimi anni? Se qualcuno fosse interessato a sapere se i consumatori abbiano beneficiato del recente calo dei prezzi dei beni energetici e in quale misura, esiste un documento della Commissione Europea che fa proprio al caso.



Premettiamo che, secondo i dati AIEE, tra il 2008 e il 2015 i prezzi delle commodity energetiche sono scesi del 46 per cento (oil-Brent), del 40 (gas-TTF) e del 62 (carbone-ARA).
Il mercato elettrico dell’UE ha reagito con una diminuzione media dei prezzi all’ingrosso del 70 per cento. Un ottimo spunto, che rivelerebbe i progressi compiuti grazie alle trasformazioni cui è andato incontro il settore sul fronte delle regole e delle tecnologie. Sul lato offerta, la creazione dei mercati all’ingrosso per ottenere liquidità e flessibilità avrebbe ridotto i costi di produzione. L’accoppiamento dei mercati di nazioni confinanti, assieme alle nuove interconnessioni, avrebbe contribuito a incrementare questa liquidità e l’efficienza del sistema.
Sul lato domanda, la crisi economica, abbassando drasticamente la domanda, ha effettivamente creato eccesso di capacità in diversi Paesi.
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