La rivoluzione copernicana e l’eclissi dell’oro nero Stampa E-mail










di GIUSEPPE GATTITorna al sommario


La candida dichiarazione del MISE in occasione della presentazione del G7 Energia e delle linee guida della SEN, che di petrolio nel G7 non si sarebbe proprio parlato e che, quanto alla SEN, non avrebbe avuto un peso particolare, ha suscitato una serie di patetiche recriminazioni.



Che dimostrano quanto poco si sia compresa la vera e propria rivoluzione copernicana che il sistema energetico ha conosciuto negli ultimi quindici anni, con un profondo cambiamento quali eravamo abituati a leggere e interpretare i fondamentali e le dinamiche, sia economiche sia tecnologiche, del mondo dell’energia. Un mondo che ruotava intorno ad un pianeta ben definito: il petrolio.
Al prezzo del petrolio era agganciato il prezzo del gas e in qualche misura condizionava anche il prezzo del carbone (l’unica variabile parzialmente indipendente); le sue variazioni influenzavano in misura significativa il tasso di inflazione e i rapporti di cambio valutario (perché era un prezzo determinato in dollari USA).
Politica energetica equivaleva quindi a gestione politica del settore petrolifero, con tutte le sue implicazioni di politica fiscale (le accise sono diventate l’equivalente dell’imposta sul macinato dell’800) come di politica estera.
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