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INFO@COMUNI - Non è facile essere campioni di sostenibilità (nonostante i LED...) Stampa E-mail











30 aprile 2017 | INFO@COMUNI | NUOVA ENERGIA | Per convinzione o per moda, negli acquisti gli italiani dichiarano di essere sempre più green, anche a costo di una spesa maggiore. Non sempre, però, alle buone intenzioni seguono comportamenti coerenti e davvero virtuosi. Secondo una indagine Lifegate, in casa le maggiori attenzioni si concentrano sui sistemi di illuminazione di ultima generazione.


E come si può essere contrari alla sostenibilità? Sarebbe come tifare contro la propria Nazionale! In effetti, la terza indagine annuale sul tema, effettuata da Lifegate su un campione di mille connazionali, conferma che “per 29,7 milioni di italiani (il 59 per cento della popolazione adulta) la sostenibilità appassiona e interessa, ma soprattutto orienta i comportamenti e tutte le scelte”. Bene, molto bene. Addentrandosi tra i numeri del sondaggio emergono, poi, numerosi spunti che confermano quanto essere davvero sostenibili nel concreto e nel quotidiano, al di là delle mode del momento, sia davvero difficile.
Si parte. Il concetto sostenibile-sostenibilità è associato in primis all’energia. A seguire, l’alimentazione e l’ambiente; dunque la mobilità, l’economia, la città... Solo al penultimo posto lo sviluppo sostenibile. Dato curioso... A ben vedere dovrebbe essere il concetto alla base di tutti gli altri.
C’è un altro punto che raffredda un po’ gli entusiasmi. Per il 47 per cento degli italiani “si tratta davvero di una cosa molto sentita, di uno stile di vita che si sta sempre più diffondendo”, ma la stessa identica percentuale (era il 38 per cento nel 2016!) dichiara che “si tratta più che altro di una moda e di qualcosa che oggi come oggi è più dichiarato che davvero sentito”.
Le priorità suggerite come Sistema Italia: il 90 per cento afferma che “è giusto che un Paese investa nelle rinnovabili”, l’89 crede nel “potenziamento dei mezzi pubblici”, l’83 per cento nell’agricoltura biologica, il 67 destinerebbe più fondi per lo sviluppo di piste ciclabili. È interessante rilevare l’assoluto plebiscito a favore delle fonti rinnovabili.
Quanto ai comportamenti dei singoli, finalizzati alla costruzione di una “città più vivibile”, è giusto: effettuare la raccolta differenziata dei rifiuti (81 per cento), sostituire i sistemi di illuminazione pubblica esistenti con sistemi a LED di ultima generazione (78), riconvertire zone cittadine dismesse in aree verdi/orti urbani (72), riqualificare gli edifici con il passaggio all’utilizzo di energia rinnovabile (62), incentivare i sistemi di car sharing e i mezzi di trasporto pubblico (54).
Peccato che, poi, in casa propria solo il 71 per cento dichiari di fare realmente la raccolta differenziata (uno stacco di 10 punti tra intenzioni e comportamenti reali), il 53 per cento utilizzi elettrodomestici a basso consumo energetico e soltanto un italiano su 20 acquisti regolarmente prodotti usati o ricondizionati (la famosa circular economy).
E per cosa siamo disposti a spendere di più in casa, a patto che sia green? L’80 per cento delle risposte ha premiato le lampade a LED (eravamo fermi al 37 per cento nel 2015), il 76 per cento gli elettrodomestici a basso consumo (34 per cento nel 2015), il 31 per cento l’acquisto di energia prodotta da fonti rinnovabili (14 per cento nel 2015).
Ma qual è, nel concreto, l’ultimo prodotto sostenibile acquistato? In pole position scattano i LED, alla pari degli alimenti biologici (25 per cento ciascuno). Nettamente staccati gli altri...


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