IL GIORNALIERO | L’accumulo (condiviso) bussa alle porte del nostro sistema elettrico Stampa E-mail

.10 APRILE 2017. - Indizi: stanno per entrare nell’età dell’adolescenza; possono trovare spazio nell’industria italiana; ad oggi, se condivisi sono ancora meglio. Si tratta dei sistemi di accumulo elettrochimico che sembrano diventati un po’ in tutto il mondo la nuova frontiera e che anche nel nostro Paese promettono... di mantenere le promesse.
Il Libro Bianco sui sistemi di accumulo 2.0 - realizzato da ANIE Energia e RSE e presentato a Roma - offre al riguardo numerose conferme. A partire dalle novità che evidenzia rispetto alla precedente edizione (del 2015), a riprova del “significativo sviluppo tecnologico” in essere. Altrettanto importante rilevare - lo ha fatto Matteo Marini, vice presidente ANIE e presidente di ANIE Energia - che “l’industria italiana sta investendo molto su questa tecnologia”.
“I sistemi di accumulo siano entrati in una fase - ha aggiunto Stefano Besseghini AD di RSE - che possiamo definire di adolescenza. Abbiamo valutato, insieme ad altri operatori del settore l’evoluzione, tecnica, normativa ed economica, per cercare di tracciare una traiettoria tecnologica credibile e, soprattutto, per comprendere quali ambiti potranno, per primi, offrire concrete applicazioni. È emersa chiaramente la progressiva diminuzione del gap fra i costi di installazione e i tempi di recupero degli investimenti”.
Ci stiamo dunque avvicinando al traguardo, ma ancora non ci siamo. E allora una soluzione già spendibile nel presente potrebbe essere quella di sistemi “virtuali”. “In questo caso - è emerso durante la presentazione del Libro Bianco - batterie diffuse fra molti utenti sono messe in comune a formare un sistema aggregato più economico e vantaggioso; una sorta di shared storage che potrebbe essere la porta di ingresso al sistema elettrico”.
“Rimane fermo il fatto che una più intensa attività di ricerca nel settore e una specifica attenzione alla riduzione dei costi, appaiono prerequisiti ancora necessari per la loro diffusione su ampia scala, tema che è anche oggetto di valutazione del dibattito sulla nuova SEN”.

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