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Certezza degli incentivi: cosa cambia dopo la sentenza della Corte Stampa E-mail










di GIOVANNI BATTISTA CONTE / avvocato in Roma
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Con la sentenza 16/2017 la Corte costituzionale ha rigettato le questioni di costituzionalità sul cosiddetto spalma incentivi. I fatti sono ben noti, ma merita qualche riflessione il contenuto della sentenza, che affronta il limite fra potere normativo e tutela del principio dell’affidamento.



In altre parole, si discute fino a che punto la sovranità popolare possa spingersi nel modificare le norme e anche con quali modi e con quali limiti.
La Corte afferma che la “tutela dell’affidamento non comporta che, nel nostro sistema costituzionale, sia assolutamente interdetto al legislatore di emanare disposizioni le quali modifichino sfavorevolmente la disciplina dei rapporti di durata, e ciò anche se il loro oggetto sia costituito dai diritti soggettivi perfetti, salvo, qualora si tratti di disposizioni retroattive, il limite costituzionale della materia penale”.
In presenza di differenti possibilità di produrre energia, lo Stato ha stabilito di indirizzare gli imprenditori verso quelle che sfruttano le fonti rinnovabili, stimolandoli attraverso degli incentivi alla produzione che rendono questi impianti competitivi, dal punto di vista economico, con quelli che sfruttano fonti convenzionali altrimenti molto più convenienti.
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