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Prezzo del barile “ostaggio” del braccio di ferro tra Arabia e Iran Stampa E-mail











di GIANLUCA PASTORE / AIEE
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Il tema dell’energia è un terreno geopolitico fondamentale il mantenimento delle relazioni tra Stati. Arabia Saudita e Iran - oltre a essere tra i principali produttori di petrolio e gas - sono anche gli esponenti delle due principali correnti dell’Islam; i sauditi sono i rappresentanti del Sunnismo, mentre gli iraniani dello Sciismo.















Questo ha fatto sì che il connubio tra l’elemento religioso e quello geoenergetico abbia reso il mercato del petrolio e quello del gas soggetti a dinamiche politiche. Le varie crisi petrolifere, a partire dalla guerra dello Yom Kippur in poi, sono state determinate da aspri scontri tra diversi blocchi religiosi, nonché ideologici. Arabia Saudita e Iran influenzano i mercati energetici mondiali, sfruttando in larga parte sia l’elemento religioso sia quello politico.
È facilmente intuibile, per di più, che gli altri attori dello scacchiere internazionale non restino inermi di fronte alle pressioni saudo-iraniane. Il profondo contrasto che divide i due Paesi sul piano religioso ha influito in misura determinante sulle relazioni politiche e diplomatiche tra gli stessi, oggi pressoché inesistenti, e sulla loro politica petrolifera.
Tale contrasto deriva principalmente dal surplus di offerta di greggio sul mercato internazionale, legato all’aumento della produzione di petrolio unconventional degli USA e alla conseguente riduzione delle importazioni.
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