IL GIORNALIERO | Applausi scroscianti o solo fischi per i numeri del car sharing? Stampa E-mail

.20 MARZO 2017. - Car sharing da applausi a scena aperta! Leggendo l’ultimo comunicato di URBI (che si definisce aggregatore della urban mobility) verrebbe davvero da pensare che la mobilità condivisa ha conquistato gli italiani e ha iniziato a incidere in maniera rilevante sui problemi della viabilità urbana. “Aumentano i viaggi in car sharing - spiegano gli esperti di URBI - e il numero di veicoli disponibili: in totale sono 1.800.000 le ore di noleggio delle auto condivise in Italia e 30 milioni i chilometri percorsi negli ultimi sei mesi”.
Intendiamoci, trattandosi di una proposta per molti versi ancora agli esordi, di strada ne ha già fatta parecchia. Ma proviamo a vedere quanta ne ha percorsa davvero, partendo dal caso Milano, città simbolo della mobility sharing (dalle due ruote in su). URBI rileva “2.386 auto in condivisione, 5.415 ore di noleggio/giorno e 12.750 noleggi al giorno”. Semplicemente incrociando i dati si evince che ogni noleggio dura in media 25 minuti e che ogni macchina beneficia di 5,3 noleggi/giorno. In media, viaggia con un passeggero a bordo per due ore e un quarto al giorno, mentre ne passa poco meno di 22 a lato della strada in sosta.
Da questo punto di vista è decisamente più “efficiente” di un’auto privata, ma altrettanto decisamente meno di un qualsiasi mezzo pubblico (taxi, tram, metro, autobus, …). Se allarghiamo lo sguardo alla situazione nazionale Niklas Bildhauer, Koblenz (1,8 milioni di ore, 30 milioni di chilometri, 5.030 veicoli), abbiamo un utilizzo medio complessivo di 30 mila ore/giorno e di 66 mila chilometri giorno. In media - e abbiamo spesso sottolineato quanto la media possa essere un indicatore fuorviante - considerando i 60 milioni di italiani... saltano fuori un paio di secondi/giorno per cittadino italiano e poco più di un metro/giorno percorso!
È una chiara forzatura, ne siamo ben consci, ma è solo un modo per dimostrare come, giocando con i numeri, è facile trasformare un trionfo in una disfatta o viceversa (quante volte lo si è fatto anche in campo strettamente energetico) e convertire gli applausi in fischi.
Probabilmente, anche con il car sharing la verità si trova a metà strada; un composto batter di mani, a questo punto, è la sintesi più realistica dello stato attuale dell’arte.

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