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PAUSA-ENERGIA
 
L'impatto ambientale delle "termoelettriche" Stampa E-mail

di Sandro Fabbri, Direttore Arpa Sezione di Piacenza

La provincia di Piacenza è sempre stata caratterizzata da una forte presenza di impianti di produzione di energia elettrica. In un recente passato erano operativi sul territorio provinciale la centrale nucleare di Caorso, le centrali termoelettriche di Piacenza e Castel San Giovanni, la centrale idroelettrica di Isola Serafini e altri impianti minori. Ad oggi la situazione è sensibilmente modificata a causa di decisioni politiche (a partire dal referendum sul nucleare) e dell’innovazione tecnologica impiantistica (soprattutto per quanto riguarda gli impianti termoelettrici). Sono oggi in funzione nel territorio provinciale i seguenti impianti:

  • Centrale Enel a ciclo combinato “Edoardo Amaldi ” Castel San Giovanni - 4 gruppi e 1.504 MW;
  • Centrale Edison a ciclo combinato Sarmato - 1 gruppo e 180 MW;
  • Centrale Edipower Piacenza - 1 gruppo a ciclo combinato e 850 MW.

Sono inoltre presenti sul territorio provinciale sei impianti idroelettrici per un centinaio di MW complessivi. Gli impianti sono:

  • Salsominore (15,5 MW);
  • Val Boreca (3,5 MW);
  • Pianello (2 MW);
  • Molato (2,1 MW);
  • Isola Serafini (76 MW);
  • Losso (0,7 MW).

Infine il termovalorizzatore, impianto di cui si parla ampiamente in un’altra sezione di questo dossier. Nel complesso una potenza installata superiore a 2.600 MW. Come si vede chiaramente, gli impianti termoelettrici rappresentano ancora la fonte più importante di produzione di energia elettrica nella provincia e forniscono circa il 40 per cento della potenza elettrica regionale. Le emissioni in atmosfera delle centrali termoelettriche a ciclo combinato derivano dal processo di combustione che avviene nei turbogas e sono costituite essenzialmente da ossidi di azoto (NOx), monossido di carbonio (CO) e anidride carbonica (CO2).
Tutte le centrali sono autorizzate all’emissione in atmosfera di NOx e CO con i limiti evidenziati in Tabella 1.


Per assicurare il rispetto dei limiti autorizzati, tutti gli impianti sono dotati di Sistemi di monitoraggio in continuo delle emissioni, detti comunemente “Sme”. In generale le concentrazioni al punto di emissione risultano sensibilmente inferiori ai limiti autorizzati. Nel Grafico 1 si evince come le concentrazioni di NOx misurate al punto di emissione nella centrale Amaldi di Castel San Giovanni risultino inferiori rispetto ai limiti autorizzati. Dallo stesso grafico emerge come la trasformazione dell ’impianto a ciclo combinato, divenuta operativa nel 2002, abbia effettivamente prodotto una sensibile riduzione delle concentrazioni di NOx. Complessivamente nel corso del 2005 le quantità totali emesse sono riportate nella Tabella 2.



Gli impianti termoelettrici di Castel San Giovanni e Piacenza hanno subito negli ultimi anni una completa conversione a ciclo combinato, con miglioramento dei rendimenti energetici e riduzioni delle emissioni in atmosfera sia in termini qualitativi che quantitativi. Dalla tabella si può per altro osservare come la trasformazione di un impianto a ciclo combinato azzeri le emissioni di polveri e di anidride solforosa (SO2). Se si osserva inoltre il Grafico 2, relativo all’andamento delle emissioni specifiche di NOx e CO dalla centrale di Castel San Giovanni, si può notare anche una riduzione dei quantitativi di NOx e CO emessi dopo la trasformazione dell’impianto avvenuta nel 2002.

Come noto, l’emission trading (commercio di quote di emissione di gas ad effetto serra) è stato definito a seguito del Protocollo di Kyoto. I sei gas ad effetto serra considerati sono convertibili in tonnellate di CO2 emessa. Tutti gli impianti piacentini hanno assegnate, con decreto del ministero dell’Ambiente, le quote annue di emissione di CO2. Dai dati rilevati emerge un sostanziale rispetto di tali quote. Enel, Edipower e Edison - relativamente agli impianti di Castel San Giovanni, Piacenza e Sarmato - hanno inoltre adottato un sistema di gestione ambientale conforme al regolamento Emas, allo scopo di attuare il miglioramento continuo delle proprie prestazioni ambientali. Il sistema di gestione ambientale è stato verificato e la dichiarazione ambientale è stata convalidata da un verificatore ambientale accreditato e pertanto le organizzazioni sono state registrate secondo lo schema Emas.
In conclusione si può osservare come l’impatto ambientale degli impianti termoelettrici presenti nella provincia di Piacenza sia nel corso degli anni sensibilmente migliorato con la trasformazione a ciclo combinato delle centrali.
Se l’impatto locale può ritenersi soddisfacente, occorre però fare una ulteriore riflessione sugli impatti globali derivanti dall’emissione degli ossidi di azoto precursori di ozono e PM10, inquinanti che rappresentano oggi l’emergenza ambientale e sanitaria per quanto riguarda la qualità dell’aria, e di gas ad effetto serra come la CO2. In questo contesto il Piano energetico regionale dell’Emilia Romagna,approvato con delibera della Giunta Regionale n.6 del 10 gennaio 2007, individua le azioni per la trasformazione del sistema elettrico regionale secondo i seguenti indirizzi:

  • Tra il 2000 e il 2005 si è completata la trasformazione del parco termoelettrico regionale con l’adozione delle nuove tecnologie di alimentazione a metano e la riconversione di tutte le vecchie centrali alimentate ad olio combustibile. In questo modo è assicurata una condizione di equilibrio del bilancio elettrico regionale tra richiesta e produzione in Regione fino al 2010.Si è realizzata, grazie alla maggiore efficienza dei nuovi impianti e al minor impatto del metano, una riduzione molto significativa delle emissioni di CO2 (oltre 500.000 tonnellate).
  • Tra il 2005 e il 2015 il pieno conseguimento degli obiettivi fissati dal Piano energetico regionale in fatto di uso efficiente dell’energia elettrica, la valorizzazione delle fonti rinnovabili, la diffusione di sistemi di cogenerazione di piccola scala saranno in grado di assicurare la copertura della domanda interna di medio periodo (2015) contribuendo a valorizzare le risorse endogene e a controllare le immissioni di gas serra.
  • La Regione ha adottato queste azioni e questi indirizzi anche per definire con Terna la programmazione del parco termoelettrico regionale, rispetto al quale è stato quindi già raggiunto il fabbisogno previsto.
 
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