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Repowering ad alto rendimento Stampa E-mail

di Marta Sacchi

“Abbiamo rilevato due gruppi tradizionali che bruciavano olio combustibile e gas naturale (in proporzione, rispettivamente, di circa 40 e 60 per cento) con un rendimento pari al 38 per cento. E abbiamo poi trasformato questa centrale in un ciclo combinato di ultima generazione che brucia solo gas e assicura un rendimento intorno al 56 per cento”. Maurizio Coratella, direttore realizzazione progetti Edipower, ripercorre brevemente la storia dell’impianto piacentino, sottolineando i pregi di un progetto di assoluto rilievo nel panorama nazionale dei cosiddetti repowering. "Oggi siamo così in grado – prosegue – di utilizzare meglio le risorse energetiche, impiegandone meno a parità di potenza; e questo è un bel vantaggio in termini ambientali anche per i piacentini”.

Ci sono stati altri vantaggi per il territorio?
L’impianto oggi è meno invasivo in termini di impatto ambientale: abbiamo infatti abbattuto le due ciminiere preesistenti, i lavori per la demolizione della seconda torre sono stati ultimati a metà aprile. Qualcuno, forse, si era affezionato al precedente skyline di Piacenza. Ma è comunque innegabile il fatto che oggi la presenza della centrale sia più discreta. L’ampliamento necessario per la riconversione ha poi interessato un’area già occupata da precedenti attività industriali, che è stata così valorizzata e migliorata. Infine abbiamo cercato di assicurare le migliori ricadute possibili sul territorio anche in termini economici, coinvolgendo il più possibile fornitori locali.

Quanto è importante per voi questo impianto?
La centrale si trova in un nodo strategico per il Paese. Anche per questo è stata quasi sempre in servizio durante i lavori di repowering. Solo per sei mesi – d’accordo con il Gestore – abbiamo dovuto interrompere la produzione. D’altra parte,proprio la scelta di adottare tecnologie all’avanguardia e di ultima generazione conferma l ’importanza che l ’impianto riveste per Edipower, un impianto che si colloca nella fascia delle best available technologies. Il che non significa aver rifatto tutto da zero. Anzi,abbiamo cercato di valorizzare il più possibile l’impianto di partenza, spesso agendo con un lavoro di sartoria.

Un intervento efficiente ed efficace, quindi.
Direi proprio di sì, visti i risultati finali.

Passato, presente… e per il futuro?
Innanzitutto siamo già oggi pronti per il momento in cui il progetto di teleriscaldamento sarà completato e diverrà quindi più ampio e articolato rispetto ad oggi. Vorrei però ribadire un altro aspetto: abbiamo concepito questa centrale per una vita utile di 25-30 anni. E questa è una bella scommessa e un garanzia di stabilità, vista la rapidità dell’evoluzione tecnologica.

 
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