IL GIORNALIERO | No incentivi, no e-mobility! È un’equazione universale Stampa E-mail

.31 GENNAIO 2017. - A qualche giorno di distanza dalla presentazione dell’E-Mobility Report, realizzato dall’Energy&Strategy Group del Politecnico di Milano, ci sia concessa una considerazione terra terra: no incentivo, no market! O l’utente viene supportato nell’acquisto in maniera a dir poco generosa, o non se ne fa niente.
Può sembrare cinico dirlo, ma è così. La sensibilità ambientale, il timore per le emissioni, il rispetto dell’ambiente sono tutti valori da difendere nei sondaggi di opinione. Ma quando si varca la soglia del concessionario nulla è più convincente di un listino appetibile... E questo, da Pechino all’Aia, da Roma a Oslo. L’equazione - seppure non scritta dagli estensori del report - è di una linearità impressionante.
Oggi la piccola Norvegia copre da sola il 18 per cento delle immatricolazioni di veicoli elettrici europei. Bella forza: nel Paese scandinavo gli aiuti sono pari a 20 mila euro per un elettrico puro (13 mila per un ibrido). Quanto il costo chiavi in mano per una Punto (a benzina) superaccessoriata. L’Olanda si fregia di un altro primato, quello di immatricolare quasi un’auto elettrica europea ogni quattro; all’ombra dei mulini gli aiuti sono di “soli” 9.500 euro... Poi ci sono Francia, Regno Unito e Germania, un po’ più tirchi ma non troppo, tutti con quote mercato al di sopra del 10 per cento.
E l’Italia? Un misero 1 per cento di quota mercato europea e un ancor più misero contributo di 3.000 euro per l’elettrico e di 2.000 per l’ibrido. Un settimo rispetto alla Norvegia. Mica facile essere virtuosi e sensibili quanto i nordici in quste condizioni. L’equazione, per altro non ha solo una valenza europea, ma può trovare ampie conferme anche in Cina (dove gli aiuti variano da 5.000 a 8.500 euro) e in USA (da 5.500 a 9.000, almeno fino a ieri), altre due nazioni al top delle immatricolazioni elettriche.
È pur vero che questi incentivi non sono stati “estratti a sorte” e l’Italia non può certo appellarsi alla iella se è in coda al gruppo. Evidentemente per il nostro Sistema Paese, e per i cittadini che lo compongono, erano e sono altre le priorità...

LEGGI LE ALTRE NOTIZIE

 
© 2005 – 2017 www.nuova-energia.com