INFO@COMUNI - Generazione a banda larga... messa alle strette dallo smartphone Stampa E-mail











30 gennaio 2017 | INFO@COMUNI | NUOVA ENERGIA | È uno strumento di cui ormai si fa un utilizzo costante ed esteso, che ha prodotto un radicale cambio dei nostri costumi non solo di giorno, ma anche di notte. Una ricerca effettuata da Deloitte svela l’impatto di questa trasformazione sulla vita di cittadini e imprese. Gli aspetti legati alla velocità e alla qualità della navigazione Internet sono ritenuti prioritari.


Quanta energia serve per stare al passo con i tempi! Questa potrebbe essere la chiave di lettura dei dati frutto di una ricerca del Global TMT Research Center di Deloitte, condotta in 31 Paesi. Gli intervistati in Italia sono stati 2.000, di età compresa tra i 18 e i 75 anni e la survey si è focalizzata principalmente sull’impatto che l’impiego dello smartphone ha sulla vita privata e professionale.
Si parte con una nota di colore: l’Italia è il Paese europeo in cui si discute più spesso a causa del cellulare. Quasi un italiano su tre viene ripreso (almeno una volta al mese) perché sempre attaccato allo smartphone. Il cellulare non ci mette il touch solo tra moglie e marito ma anche fra vita privata e vita lavorativa: renderci sempre reperibili - ci dicono gli esperti di Deloitte - ci spinge a sacrificare tempo libero e ore di sonno. In particolare, le persone in carriera arrivano ad utilizzare lo smartphone di notte e durante le ferie più che negli orari lavorativi. Al mattino consultano il cellulare come primo gesto (57 per cento) e durante il giorno lo controllano oltre 200 volte (59 per cento). Se si alzano nel mezzo della notte rispondono alle email personali (64 per cento) e di lavoro (83 per cento).
Nonostante la proliferazione delle app - soprattutto per shopping online, giochi virtuali, condivisione di momenti - i siti Internet non sono affatto passati di moda! Manca però ancora in gran parte degli utenti la consapevolezza che… basta un click per divulgare preferenze, abitudini, luoghi, foto, liste di contatti. Insomma, la propria vita a 360°. L’apparente gratuità di molti servizi comporta dunque un prezzo a volte molto salato. I dati ricavati - conferma questa ricerca Deloitte - sono spesso ceduti a società di marketing che li utilizzano per la creazione di pubblicità ad hoc, con il risultato di un bombardamento virtuale di annunci. La grande sconfitta della guerra fra siti e app è quindi la nostra privacy.
Naturalmente i clienti pretendono dai propri operatori servizi base che fino a qualche anno fa erano ritenuti a valore aggiunto: connessione Internet veloce e affidabile ovunque e copertura capillare della rete voce sull’intero territorio nazionale. Gli italiani, inoltre, sono continuamente alla ricerca di offerte telefoniche omnicomprensive a prezzi stracciati, anche se - ultimamente - le motivazioni di un possibile malcontento non sono più legate solo ad aspetti economici. Il sondaggio individua nei problemi legati alla navigazione Internet, 3 delle prime 4 cause di lamentela che possono determinare il cambio di operatore. La stessa banda larga sembra andare già stretta e non a caso si parla ormai di ultra larga come traguardo indispensabile.


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