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INFO@COMUNI - Raccolta differenziata: il meglio NON è nemico del bene! Stampa E-mail











28 dicembre 2016 | INFO@COMUNI | NUOVA ENERGIA | Dopo i buoni risultati del 2016 il CONAI si ripromette di migliorare ulteriormente la percentuale di immesso al consumo recuperata e avviata a riciclo. Questo grazie anche a una maggiore attenzione per la qualità dei materiali trattati.


Non tutte le ciambelle riescono col buco... E a dire il vero, sono ben pochi anche i proverbi che possono valere in qualsiasi situazione. Il meglio è nemico del bene, per esempio: nel mondo della raccolta differenziata è ancora prematuro da citare. Anche là dove già si possono vantare risultati di eccellenza, è possibile ancora incrementare le performance o rendere più efficiente il meccanismo.
È questo, in fin dei conti, il messaggio che lancia il CONAI - Consorzio nazionale imballaggi attraverso il report Piano Specifico di prevenzione, previsioni, recupero, riciclo 2017 che presenta gli incoraggianti risultati del 2016 e illustra le aspettative di ulteriore incremento per il prossimo anno e i possibili strumenti per raggiungere l’obiettivo di crescita.
“A fronte di circa 8,2 milioni di tonnellate avviate a riciclo a consuntivo del 2015, per il 2016 - conferma il CONAI - le quantità avviate a riciclo previste sono pari a oltre 8,4 milioni di tonnellate, con un ulteriore incremento nel 2017, quando le attese sono di 8,7 milioni di tonnellate. I risultati di riciclo conseguenti vanno dal 66,9 per cento del 2015 al 67,2 del 2016, per poi raggiungere il 68,1 nel 2017”. La regina del riciclo si conferma la carta (con una percentuale di recupero atteso sull’immesso al consumo pari al 79,8 per cento). A seguire l’acciaio (75,8), il vetro (73,9), l’alluminio (70,6). Ancora distanti dall’eccellenza il legno (60,9) e la plastica (43,8).
Quanto agli strumenti, il CONAI sembra puntare le sue carte sul tema della qualità. Tre i pilastri scelti: la prevenzione (il 2017 rappresenterà un anno di svolta, con la concreta attuazione del progetto, varato a febbraio 2016, di diversificazione contributiva per gli imballaggi in plastica in funzione della loro selezionabilità, riciclabilità e del circuito di destinazione); nuovi progetti territoriali (mirati proprio allo sviluppo quali-quantitativo della raccolta differenziata, incrementando il dialogo con gli enti locali); l’innovazione (con ulteriori stimoli alla ricerca di soluzioni tecnologiche in grado di aumentare il tasso di riciclo dei rifiuti di imballaggio presenti nei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato).

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