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Biometano, vettore energetico versatile e rinnovabile Stampa E-mail

Torna al sommario di Luigi Mazzocchi, Maurizio Notaro, Mauro Scagliotti, Carmen Valli | RSE


Source: USDA US Department of Agriculture

Fra i processi che consentono lo sfruttamento energetico delle biomasse, la produzione di biogas mediante digestione anaerobica ha assunto un ruolo di primo piano. Dei circa 19 TWh di elettricità prodotta da biomasse nel 2015, circa 8 TWh sono stati ottenuti dalla combustione di biogas di diversa origine (gas di discarica, scarti agricoli, colture dedicate, deiezioni animali, fanghi di depurazione delle acque).


Il successo di questa tecnologia è da attribuirsi, oltre che ad un favorevole quadro di incentivi, alla sua elevata affidabilità e producibilità (il fattore di utilizzo medio 2015 in Italia corrisponde a circa 5.800 ore equivalenti), alla semplicità operativa e alla discreta efficienza di utilizzo del biogas in motori a combustione interna di taglia mediopiccola, adatti ad una fonte energetica territorialmente dispersa.
Il regime di incentivazione attualmente in vigore, sulla base del DM 6 luglio 2012, prevede, per impianti a biogas di taglia inferiore a 1 MWe, la corresponsione di una tariffa omnicomprensiva variante da un minimo di 140 ad un massimo di 236 euro/MWh, in funzione della taglia dell’impianto e delle materie prime impiegate (sono privilegiati le taglie più piccole e l’utilizzo di sottoprodotti agricoli).
In precedenza, per gli impianti entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2012, la tariffa omnicomprensiva era fissata in 280 euro/MWh.

Il DM 5 dicembre 2013 ha aperto la strada ad una nuova filiera per l’utilizzo del biogas: la produzione del biometano, un vettore energetico del tutto equivalente al gas naturale, ma del tutto rispondente alle caratteristiche di una fonte rinnovabile.
Il biometano può essere sia utilizzato per l’immissione nella rete del gas naturale, con finalità non predefinite e quindi le più varie (riscaldamento, cottura, cogenerazione, impieghi nell’industria), sia specificamente destinato all’impiego nei trasporti, contribuendo alla quota di biocarburanti per la quale la legge fissa una soglia minima e crescente nei prossimi anni.
Perché avviare la filiera del biometano?


Il primo sostanziale vantaggio è di natura energetica. Il biogas viene attualmente utilizzato, nella quasi totalità, per la generazione di elettricità direttamente nel luogo di produzione, in impianti di piccola-media taglia. Non è infatti ritenuto conveniente trasportare il biogas tramite una rete dedicata per poterlo convertire in elettricità in più economici ed efficienti impianti di grande taglia.
Questa circostanza sfavorisce inoltre un utilizzo cogenerativo del calore di scarto, dal momento che gran parte degli impianti sono ubicati in zone rurali con fabbisogni locali di calore modesti. [...]

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