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Dialogo tra un conferenziere e un venditore di NZEB Stampa E-mail

Torna al sommario di Nino Di Franco | ENEA, Unità Tecnica per l’Efficienza Energetica


Marta Shmatava, Dialogue (2010), olio su tela - Particolare

Invitato a un convegno sul futuro dell’imprenditoria, organizzato dalla Camera di Commercio di Roma, dopo le presentazioni di rito avevo tenuto il mio intervento sul ruolo fatale dell’efficienza energetica in un mondo globalizzato, assetato di energia e che vede la dotazione di fonti fossili assottigliarsi sempre di più.


A conti fatti, a che serve risparmiare energia? A due cose: a migliorare i nostri bilanci economici e a differire nel tempo il momento in cui si vedrà il fondo del barile, lavorando nel frattempo per rendere le fonti rinnovabili sempre più performanti ed economiche.
Il relatore che mi seguiva era S.S., presidente di una locale associazione di categoria, e chiarì subito che avrebbe tenuto un discorso molto pratico e fatto di numeri.

“Oggi c’è una legislazione sui requisiti minimi dei manufatti in edilizia; ebbene, io sono oltre quanto richiesto dalla legge da dieci anni. Non faccio per vantarmi, ma non c’è bisogno di nessun edificio campione o standard: basta prendere come riferimento le mie case.
Sono vere e proprie NZEB, e fra un po’ saranno direttamente ZEB. Sovracoibentate, con pompe di calore estate-inverno, fotovoltaico sul tetto. Chi vi risiede paga al massimo 250 euro l’inverno e 150 euro l’estate…”
.














Si alza una mano dal pubblico:
Al mese, intende?
S.S. sorride.

“A stagione!
Lei quanto paga al mese per riscaldarsi?
Glielo dico io: almeno 200 euro al mese per i cinque mesi della stagione di riscaldamento, e quindi almeno mille euro l’anno.
Ebbene, chi abita nelle mie case paga 250 euro per tutta la stagione di riscaldamento, e 150 euro per stare al fresco per tutta l’estate.
E in più respira aria pura, in una casa soleggiata, accogliente e tecnologica”.

Va bene, va bene, mi sono detto io. In tutti i convegni in cui si parla di efficienza ogni relatore vanta le proprie soluzioni, che immancabilmente sono quelle che mancavano nel panorama dell’offerta tecnologica, e che finalmente a poco prezzo avrebbero risolto tutti i problemi.
Anche i tubi Tucker anni fa avrebbero risolto tutti i problemi, anche le lampade al plasma, e anche la vettura ad aria compressa.
Abbiamo visto che fine hanno fatto. L’efficienza si fa con soluzioni disponibili dal ferramenta sotto casa, non possiamo stare ad aspettare che dal MIT mettano a punto la nuova cella a combustibile al grafene o il nuovo sistema di accumulo a componenti elettroattivi.
Tuttavia, la sicurezza del relatore e i suoi numeri erano talmente provocatori che non potei fare a meno di chiedere. Ma non è che potrei venire a visitare uno dei suoi cantieri?
Sa, la teoria è bella, ma la pratica…

“Nessun problema, quando può liberarsi? Ho un cantiere a buon punto proprio qui in città, con due palazzi in via di completamento, così può vedere tutto ancora a cuore aperto”.

Una settimana dopo ero in cantiere.[...]

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