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IL GIORNALIERO | Storage: la batteria al rabarbaro strizza l’occhio al mercato Stampa E-mail

15 DICEMBRE 2016 - Nuova Energia ne aveva scritto giusto sei mesi fa sotto il cappello innovazione e ricerca (Batterie al rabarbaro... per un accumulo più sicuro ed economico). Oggi quello stesso articolo meriterebbe probabilmente un altro posizionamento: sotto la voce politica industriale.
La prima batteria a flusso organica, sviluppata da Green Energy Storage (startup tutta italiana) partendo da un brevetto acquistato dall’Università di Harvard procede infatti di gran passo lungo il percorso che dai laboratori porta al mercato. L’innovativa tecnologia in oggetto sfrutta una molecola prodotta dalle piante durante la fotosintesi (chinone), facilmente estraibile dal rabarbaro e da altri vegetali.
“Partendo da un prototipo della potenza di 1 Watt, ancora Salvatore Pintoda ingegnerizzare e validare sul campo - ha commentato Salvatore Pinto, presidente di Green Energy Storage - in un solo anno siamo riusciti a creare una famiglia di batterie che parte da una capacità di 3 kW per arrivare fino a 10 kW e oltre”. L’obiettivo, adesso, è quello di introdurre sul mercato (entro il 2018) questi prodotti.
Intanto, Sorgenia ha già deciso di affiancare la startup attraverso un progetto a lungo termine con diverse fasi di test e raccolta dati per poter sviluppare al meglio la soluzione attuale.
Ma c’è di più. “Il nostro progetto ha già ottenuto consenso dal settore e dalle Istituzioni che ci stanno supportando con grande impegno. Possiamo già infatti, contare su un investimento di 2 milioni di euro dalla Comunità Europea e altri 3 milioni dalla Provincia Autonoma di Trento - ha aggiunto Salvatore Pinto - che ci permetteranno di procedere nel nostro ambizioso percorso di crescita aziendale, che mira allo sviluppo di una batteria a flusso organica di 200 dollari per chilowattora entro i prossimi quattro anni. Il supporto proviene anche da altre realtà come l’Università danese di Aarhus, Industrie De Nora, la ungherese Evopro Innovation, le rinomate Engineering e Certiquality”.

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