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INFO@COMUNI - Così il territorio può rispondere alle grandi sfide globali dell’energia Stampa E-mail











29 novembre 2016 | INFO@COMUNI | NUOVA ENERGIA | Nel settore energy le problematiche hanno assunto sempre di più una portata planetaria. Eppure, nel rapporto con gli utenti resta vincente l’approccio locale, tipico delle multiutility. Come far convivere al meglio queste due dimensioni? Se ne è discusso a Ecomondo, durante un momento di confronto promosso da LGH. E sono emersi spunti davvero interessanti...


Nel settore energia le dinamiche, le sfide, gli scenari vanno assumendo sempre di più una dimensione globale, planetaria. Eppure, oggi più che mai, sembra essere vincente il radicamento sul territorio, il rapporto diretto e quasi personale con il proprio bacino di utenza: l’altra dimensione di multiutility locale. Come possono convivere due specificità apparentemente così diverse?
È questo uno degli spunti più interessanti emersi durante l’evento aperto al pubblico Energia e ambiente - presente e futuro edizione 2016 che lo scorso 10 novembre: LGH ha organizzato in occasione del Salone Ecomondo, a Rimini.
“Le previsioni in campo energetico - è uno degli spunti offerti da Massimiliano Masi (AD di LGH) - sono una materia difficilissima: come può rispondere una multiutility a questa sfida? Selezionando alcune tecnologie in cui crede, testandole in prima persona e poi investendoci in caso di riscontri positivi. Insomma, deve saper riscoprire lo spirito delle start-up investendo su specifici progetti scalabili e in grado poi di fare un salto di qualità industriale; rischiando in maniera selettiva e mettendoci la faccia”.
Anche la ricerca deve metterci del suo. Senza mai perdere di vista, però, la priorità di viaggiare assieme all’industria. Ancora una volta, quindi, avendo un forte radicamento con il tessuto produttivo locale e con le esigenze del territorio. Su questo Stefano Besseghini (AD di RSE) è stato chiaro: “Oggi più che mai è opportuno ragionare in termini di scenari per capire cosa - industrialmente e strutturalmente - un Paese come il nostro potrà fare in un orizzonte di medio e lungo periodo. Ed è altrettanto strategico rafforzare il connubio tra ricerca e industria, tra ricerca e capacità di fare, ricerca e substrato produttivo. Le idee sono belle, ma sono i progetti concreti che danno le gambe alle idee”.
Da parte sua, Antonio Vivenzi (presidente LGH) ha offerto un ulteriore spunto: “In un contesto sempre più coerentemente caratterizzato dalla riduzione degli sprechi energetici attraverso l’uso di mezzi di produzione alternativi, in favore di un sempre più diffuso impiego di fonti rinnovabili, LGH conferma il proprio impegno nel dare il suo contributo sia a livello locale che di sistema per ampliare l’uso di nuove fonti di approvvigionamento energetico. Da sempre impegnata nel comparto delle energie rinnovabili, LGH intende confermarsi un interlocutore privilegiato per proseguire nel cambio di rotta nel settore, così come indicato anche dai più recenti protocollo internazionali”.
“LGH ha portato ad Ecomondo la propria esperienza nel settore della gestione dei servizi per l’ambiente - ha aggiunto - consapevole di rappresentare una realtà capace da un lato di cogliere significativi obiettivi di sviluppo e di crescita industriale e dall’altro di mantenere, anzi di incrementare grazie anche alla recente partnership con A2A, il radicamento territoriale, cioè la propria vicinanza alle comunità locali. Abbiamo davanti a noi sfide impegnative, che affrontiamo con la coscienza di avere alle spalle solide competenze e gli strumenti giusti per vincerle e assicurare crescita ai territori, attraverso efficienza, qualità dei servizi per cittadini, imprese ed Enti che operano nelle comunità in cui LGH è presente. Sempre più rilevanza assume in tal senso la capacità per le aziende di cogliere la sfida all’innovazione, incluse quelle che operano in questo comparto: fondamentali in tal senso occasioni di confronto e discussione come quelle sperimentate nel workshop tenutosi ad Ecomondo”.


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