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IL GIORNALIERO | UK: le rinnovabili non sono più di Manica larga... ma non per tutti Stampa E-mail

2 NOVEMBRE 2016 - Che la UK abbia intenzione di chiudere definitivamente la porta in faccia all’Europa - con tanto di cartellino welcome rimosso dall’ingresso - è ancora tutto da vedere. Per il momento, tuttavia, sembra che quell’uscio socchiuso con l’operazione Brexit stia facendo perdere ai sudditi di Sua Maestà qualche buona occasione.
Questo, almeno, è quanto emerge dall’ultimo aggiornamento del Renewable energy country attractiveness Index, elaborato dagli esperti di Ernst&Young. La capacità di attrarre nuovi investimenti nel settore delle green energy in UK risulta in netto calo e posiziona la Gran Bretagna al 14° posto tra le nazioni del Pianeta.
“All’incertezza dovuta alla Brexit e alla chiusura del Department of Energy & Climate Change - commentano gli esperti - si aggiunge l’approvazione del progetto nucleare di Hinkley Point C”. E questo, nonostante la pressoché contemporanea approvazione da parte del governo del progetto da 1.800 MW Hornsea 2, destinata a diventare la più grande wind farm offshore al mondo. | AL TEMA BREXIT IL NUMERO 5|2016 DI NUOVA ENERGIA DEDICA UN SERVIZIO DI APPROFONDIMENTO |
In vetta alla classifica del Renewable energy country attractiveness Index scattano gli USA, che sembrano del tutto incuranti degli esiti delle prossime elezioni presidenziali, nonostante Donald Trump abbia pubblicamente definito il cambiamento climatico una “beffa” e abbia minacciato di rivedere le posizioni USA sul Trattato di Parigi in caso di vittoria.
Seguono, poi, la Cina, l’India, il Cile, la Germania, il Messico. Alla posizione numero 21 la Turchia, anch’essa in forte calo di consensi “per la recente decisione di realizzare una nuova centrale a carbone con massicci inventivi e qualche concessione alle restrizioni ambientali, ma soprattutto per la perdita di affidabilità del Paese dopo il mancato colpo di Stato di luglio” (e le conseguenti reazioni di Erdogan). L’Italia è al 25° posto, dopo il Perù e prima di Israele.
A proposito, è di questi stessi giorni la notizia che Falck Renewables ha appena messo in esercizio il parco eolico di Assel Valley (per un totale di 25 MW) a 5 chilometri da Girvan nel sud ovest della Scozia. La produzione attesa è di 84 GWh/anno.
Volendo, qualcosa si può ancora fare al di là della Manica....

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