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C’è poca energia in LinkedIn? Stampa E-mail

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di Marcello Laugelli | Ketchum






Il contesto dell’energia è variegato e complesso, come ben noto. Di conseguenza anche i punti di vista possibili sullo scenario sono variabili, conducendo ad affrontare tematiche di sviluppo professionale, ambiente, ricerca & innovazione, e via così.


La lente attraverso la quale propongo di guardare il mondo dell’energia è quella di LinkedIn. Il social network del mondo professionale, di recente acquisito da Microsoft, forte dei suoi 400 milioni di utenti a livello globale, può essere infatti un contesto interessante di analisi, con un focus che dalla sola comunicazione può allargarsi agli strumenti di sviluppo commerciale e in senso ancora più ampio ambire a costruire una relazione con gli stakeholder.

Per condurre questa rapida analisi, ho verificato la presenza sul social network delle 10 maggiori aziende al mondo per fatturato in ambito energia, sulla base del ranking di Fortune Global 500 (2015). Si tratta soprattutto di aziende che operano in ambito petrolifero, nei contesti estrazione e trasformazione. Di queste società, tre sono cinesi, da poco entrate con forza nella lista delle top; quattro europee, le rimanenti americane: tre continenti rappresentati.
Perché un’azienda dell’energia è su LinkedIn? La ragione più semplice è la possibilità di essere parte di una community business rilevante, e infatti lo strumento principale prescelto rimane quello della company page. Ma non dimentichiamo che su LinkedIn ci sono anche le persone, e anzi i singoli professionisti sono storicamente atterrati sulla piattaforma prima delle aziende.
Nella community dei professionisti c’è la possibilità di interagire con altri a fini di business. I target possono essere sia clienti/prospect, sia altri stakeholder: istituzioni, mondo accademico, associazioni e media.[...]

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Con l’avvio di questa rubrica è affrontato un tema molto caldo: come la comunicazione, a maggior ragione se omnicanale, può supportare un’azienda nelle proprie attività di business in una fase di cambiamento importante come quello attuale.
Il punto non è il “se”: l’editoria è per certi versi il mezzo di comunicazione per eccellenza e se non fossimo convinti dell’importanza della comunicazione avremmo chiuso i battenti da tempo. Piuttosto il “come”, con quali contenuti, attraverso quali supporti. E qui il racconto si fa certamente più complesso.
Questi “episodi”, che ci accompagneranno da qui alla fine dell’anno, sono curati da Ketchum, che porrà l’attenzione di volta in volta su uno specifico argomento di comunicazione e cercherà di fornirne una visione quanto più esaustiva possibile.
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