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Si salvi chi può (sull’arca di Noè) Stampa E-mail

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Nel corso dell’ultimo secolo il livello dei mari ha fatto registrare un costante aumento, prevalentemente a causa dei cambiamenti climatici di origine antropica. Il tasso di innalzamento è destinato ad accrescersi con l’aumentare del fenomeno del riscaldamento globale.


A tal proposito occorre tener presente una peculiarità: l’aumento del livello del mare non è direttamente consequenziale all’evoluzione delle temperature globali. Ciò significa che, quand’anche si dovesse giungere, attraverso la graduale eliminazione delle emissioni di gas serra, a stabilizzare le temperature globali, il livello del mare potrebbe continuare a salire per anni se non addirittura per secoli.

Questa, ad esempio, è la posizione del Potsdam Institute for Climate Research in Germania. “Anche se il riscaldamento globale fosse limitato a due gradi Celsius, il livello medio globale del mare potrebbe continuare a salire, raggiungendo nel 2300 valori compresi tra 1,5 e 4 metri al di sopra dei livelli attuali. Tuttavia, se la riduzione delle emissioni scendesse al di sotto di 1,5 gradi Celsius (valore pari a quello concordato alla COP 21 di Parigi), l’aumento potrebbe essere fortemente limitato”.
L’IPCC ha stimato aumenti del livello del mare tra 24 e 30 centimetri entro il 2065 e tra 40 e 63 centimetri entro il 2100, valori che non dovrebbero produrre alterazioni ambientali di rilevante entità. Viceversa, a lungo termine lo stesso IPCC prevede che – a livello mondiale – si possano avere aumenti anche superiori al metro. Pertanto, in un orizzonte relativamente lontano, tali fenomeni potranno produrre pesanti effetti sulla vivibilità delle aree costiere in tutto il mondo.[...]

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