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Biscu: "Così l’innovazione sta innovando se stessa" Stampa E-mail
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di Davide Canevari



Pietro Biscu, amministratore delegato ADS GroupIl vocabolario dell’energia è in continuo fermento e propone termini sempre nuovi. Alcuni, nel giro di poco tempo, diventano subito un tormentone.
Ne scegliamo quattro, che hanno iniziato a comparire con frequenza crescente nei comunicati stampa, nelle presentazioni aziendali, nelle interviste.
Sembrano proprio diventati i nuovi protagonisti della scena: IoT, open innovation, FabLab e cyber security.
Roba per addetti ai lavori, ma non solo. Pietro Biscu, amministratore delegato di ADS Group, è sicuramente un addetto ai lavori, ma a lui abbiamo chiesto di giocare per una volta nel ruolo del “non solo”.[...]




Dunque, partiamo dall’IoT.

**Dalla smart city, alla smart home, alla smart factory, gli ambiti applicativi delle tecnologie IoT, acronimo di Internet of Things, sono potenzialmente illimitati. La strategia di sviluppo prevista dal nostro piano industriale per il prossimo quinquennio vede proprio nell’IoT il primo dei pilastri per la crescita del Gruppo. I nostri principali competitor vedono l’IoT esclusivamente come opportunità di business; noi vogliamo fare cultura, ed è proprio in questo che ci differenziamo all’interno del mercato.
A breve verrà così lanciato IoT Garden, il più grande progetto italiano di open innovation gratuito in ambito IoT. Promosso da ADS Group, si tratta di un “giardino virtuale”, fertile di carica innovativa, dove seminare idee, progetti, insight e suggestioni sulle applicazioni pratiche dell’IoT.


A chi è rivolto principalmente?
**Con questo progetto ADS Group chiama a raccolta enti pubblici e privati, università e centri di ricerca, vendor tecnologici, system integrator e tutti i soggetti che vogliono concretamente valutare le enormi potenzialità offerte dalla connessione degli oggetti.
Propedeutici a questa iniziativa sono gli IoT Labs: una rete di incubatori di idee hitech aperti grazie alla collaborazione con le principali università italiane. Roma, Bari e Salerno sono già partite e, a breve, sono previste altre inaugurazioni.


Open innovation. Dunque vuol dire che c’è ancora spazio per l’innovazione? A quali condizioni? E perché condividerla?
** Il punto è proprio questo, l’innovazione ha innovato se stessa. Fare innovazione oggi significa essere pronti ad accettare e a vivere il fenomeno dell’ibridazione dei ruoli; cliente e fornitore si confondono nel processo creativo, così come in quello didattico si è abbattuto il muro tra insegnante e studente. Rinunciare all’esistenza di ruoli rigidi porta alla nascita del concetto di open innovation, in cui ognuno di noi può contribuire all’avanzamento tecnologico mettendo a fattor comune le proprie idee.[...]

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