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“I miei primi 18 mesi a tutto GNL” Stampa E-mail
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Chi mastica un po’ di Tep e kWh sa che non occorre essere un’acciaieria o un gigantesco cementificio per dover riscontrare nella bolletta energetica uno dei fattori di costo più significativi. Le industrie agroalimentari rappresentano un altro tipico esempio di realtà energy intensive.


In particolare, quelle impegnate in processi produttivi fortemente legati al territorio e alla tradizione si trovano oggi a dover affrontare una sfida non facile: contenere al massimo i costi, senza però scadere nelle soluzioni più a buon mercato che possono produrre un impatto maggiore in termini di emissioni. Ovvero, dosare nella maniera migliore gli ingredienti della sostenibilità economica e ambientale.
“Nel nostro settore ogni azienda è gelosa delle proprie ricette - dichiara Federica Fileppo Zop, titolare del caseificio Mario Costa - ma in questo caso pensiamo di non svelare nessun segreto dicendo che il GNL ha rappresentato per noi la risposta migliore a questa duplice esigenza”.









Partiamo dalla carta di identità. Chi è oggi il caseificio Costa?
_Siamo un’azienda casearia con quasi un secolo di storia - la nostra produzione di gorgonzola è iniziata nel 1919 - che ha ancora oggi una gran voglia di crescere e di innovare. Recentemente, dunque, abbiamo inaugurato il nuovo stabilimento di Casalino, al confine tra le province di Novara e Vercelli.
L’impianto occupa una superficie di 6 mila metri quadrati e ha la capacità di lavorare dai 700 ai 750 quintali di latte al giorno, che si “traducono” in circa 700 forme.
Poiché il processo di stagionatura può superare i due mesi - e questa lavorazione può coinvolgere fino a 50 mila forme contemporaneamente, che vanno mantenute ad una temperatura compresa tra 0 e 4 gradi - si tratta di una fase particolarmente energivora!


Dunque, quali sono le vostre principali esigenze e i profili di consumo da un punto di vista energetico?
_Premetto che l’impianto di Casalino è di recentissima realizzazione e quindi concepito, fin dalle fasi progettuali, secondo i più moderni parametri di uso efficiente delle risorse. Ciò vale, ad esempio, anche per quelle idriche, dato il nostro fabbisogno (100 metri cubi/ giorno di acqua potabile).
In termini di produzione energetica il cuore del sistema è la centrale frigorifera, con un doppio circuito: il primo da 560 kW per la produzione di acqua gelida; il secondo da 280 kW per la produzione di acqua glicolata a meno 7 gradi. Poi, c’è la centrale termica con una potenza di 2.600 kW destinata alla produzione di acqua calda (85-90 °C).
Infine, un impianto di tri-generazione con una potenzialità di 140 kW elettrici e 210 kW termici. Quest’ultimo concorre alla copertura del fabbisogno elettrico (per una quota pari a circa il 32 per cento dei nostri consumi) e termico (fino al 17 per cento). Il dimensionamento è stato calcolato per un funzionamento ottimale di 4.700 ore/anno.
Grazie a questa soluzione abbiamo valutato un risparmio economico pari a 65 mila euro/ anno, cosa che ci permetterebbe di rientrare nell’investimento in poco più di tre anni!
Caseificio Mario Costa [...]






















             
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A partire da questo numero e per tutto il 2016, Nuova Energia presenterà una serie di case history dedicate alle applicazioni del GNL in ambito industry. Realizzato in collaborazione con Liquigas, questo spazio vuole essere portavoce e vetrina di storie di valore e dei consensi già ottenuti dal gas naturale liquefatto, nonostante la sua giovane età (almeno per quanto riguarda gli usi finali). L’opzione tecnologica del GNL non rappresenta dunque una soluzione futuribile: è già oggi in grado di stare sul mercato, con indubbie ambizioni da protagonista.
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