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Come cambia il futuro dell’automazione Stampa E-mail

Torna al sommario del dossier di Marco Sanguineti| technology manager Global BU Power Generation ABB




Marco Sanguineti

Fino a ieri il mestiere di chi si occupa come noi di produrre innovazione nel settore dell’automazione era più “semplice”. La richiesta era piuttosto lineare: rendere sequenziali e automatici gesti e azioni che, altrimenti, si sarebbero comunque fatti - con un maggiore dispendio di tempo, fatica (e anche denaro!) - così da poter rispondere all’evoluzione dei bisogni indotti dall’evoluzione sociale.


Rispetto a quella prospettiva siamo ora a un punto di svolta: l’esigenza non è più quella di fare “meglio e più velocemente”, bensì di integrare tra loro soggetti, processi, azioni, realtà sempre più numerose e complesse, in una logica di interdipendenza sistemica.
La rivoluzione è in atto e non riguarda solo i processi industriali più avanzati. Nel nostro quotidiano, più o meno consapevolmente, la vita di ognuno di noi ha già a che fare con concetti quali Big Data, Internet of Things, Places and People...
Il mondo sempre più interconnesso che questi sistemi promettono di creare ha messo in moto grandi cambiamenti, che - come detto - coinvolgono in prima persona proprio il settore dell’automazione. Alcuni di questi trend possono già essere considerati strategici, in quanto capaci potenzialmente di portare impatti significativi nelle organizzazioni nel breve periodo, dai tre ai cinque anni.


Internettizzazione. Il termine originale inglese (internetization) tradotto in italiano suona piuttosto male, ma è tuttavia di immediata comprensione: significa connessione e condivisione, portate fino all’estremo, delle informazioni più disparate. E significa, di conseguenza - o meglio, a monte - un nuovo paradigma di produzione e progettazione del software.
Ed eccoci ad un altro neologismo altrettanto dissonante ma ugualmente significativo: googolare. Il termine riassume in sé le potenzialità, quasi illimitate, che oggi ci sono di accedere a dati e informazioni. Negli States è ormai diventato quasi un modo di dire: “Non lo sai? Let’s google it!”. Come a dire che là fuori la risposta c’è, basta cercarla o saperla cercare[...]

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